Lasagne, creme dolci e pesti: la sagra del pistacchio di Bronte al Sanlorenzo Mercato

Un’enorme cascata di “oro verde” arriva sabato 17 settembre dalle 12 a Sanlorenzo Mercato, sotto forma di pistacchi grezzi, granelle, pesti, creme, torroni, croccanti, liquori e perfino lasagne, tutto fatto con il pistacchio di Bronte.

A celebrare una delle più grandi eccellenze siciliane nel mondo saranno proprio i produttori del paese catanese, che sabato alle 12 verranno apposta al Mercato per presentare la Sagra del Pistacchio di Bronte (in programma in paese il 24, 25 e 26 settembre e il weekend successivo, 30 settembre, 1 e 2 ottobre). Grazie all’anteprima del Mercato, per tutti i golosi di pistacchio ci sarà dunque modo di anticipare la festa tra i banchi di Sanlorenzo, assaggiando ogni tipo di leccornia al pistacchio direttamente dai suoi produttori.

Alle 18 si continua con un talk show con il sindaco di Bronte Graziano Calanna, il vice sindaco Vittorio Triscari e il presidente del Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte Biagio Schilirò che racconteranno l’eccellenza del pistacchio brontese a livello internazionale, già presidio tutelato da Slow Food e motore economico capace di muovere oltre 20 milioni di euro l’anno. Ne parleranno anche i produttori diretti Aroma Sicilia, Azienda Agricola Spitaleri, I veri sapori dell’Etna, Sicilfrutti e Bacco: saranno proprio loro a portare in degustazione gratuita alcuni esempi di prodotti, tra i più amati, interamente realizzati con pistacchio originale di Bronte in modo artigianale e con materie prime selezionate.

Nel frattempo lo chef Rosario Saitta preparerà dal vivo, in uno speciale showcooking, le sue lasagne al pistacchio DOP di Bronte che poi sarà possibile assaggiare alla fine della dimostrazione. Il pistacchio è una pianta vecchia tanto quanto il mondo. Era noto e coltivato, infatti, già dagli antichi ebrei e già allora ritenuto un frutto prezioso. Nelle sciare del territorio di Bronte si realizzò uno straordinario connubio tra la pianta ed il terreno lavico che, concimato continuamente dalle ceneri vulcaniche, favorì la produzione di un frutto che dal punto di vista del gusto e dell'aroma, supera come qualità tutto il resto della produzione mondiale.

Proprio a Bronte, in un terreno sciaroso e impervio i contadini hanno bonificato e trasformato le colate laviche dell'Etna in un insolito Eden, realizzando il prodigio di una pianta nata dalla roccia per produrre piccoli, saporiti frutti della più pregiata qualità, di un bel colore verde smeraldo, ricercati ed usati in pasticceria e gastronomia per le loro elevate proprietà organolettiche. Oggi sono circa 4000 gli ettari di terreno coltivato a pistacchieti in tutto il territorio brontese, e da quelli arriva quello che è ormai considerato uno dei capolavori dell’enogastronomia siciliana nel mondo.

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