"Parola a Palermo", allo Spasimo la rassegna del Biondo con i piccoli teatri indipendenti

Attrici, attori e compagnie di Palermo saranno i protagonisti della rassegna Parola a Palermo, organizzata dal Teatro Biondo e dall’Assessorato alle CulturE, che avrà luogo nella Chiesa dello Spasimo dal 29 settembre. 27 spettacoli di artisti palermitani e produzioni di piccoli teatri indipendenti con prime pensate appositamente per la rassegna in programma fino al 18 ottobre. 

Dopo il successo della rassegna organizzata questa estate all’Orto Botanico, grazie alla coorganizzazione dell’Assessorato alle CulturE, il Teatro Biondo torna a sostenere gli artisti del territorio penalizzati dalla forzata chiusura dei teatri e dalla sospensione dell’attività a causa dell’emergenza sanitaria.

Appuntamento giovedì 1 ottobre alle 18.30, con lo spettacolo L’anno della mosca del cantastorie e narratore iracheno Yousif Latif Jaralla. Parole e musica raccontano una maternità che sa amare e combattere. L’anno della mosca narra la storia di una donna separata con i suoi tre figli; il più piccolo è colpito dal tracoma, malattia che infestò gran parte della popolazione di Baghdad all’inizio degli anni 60. Yousif Latif Jaralla rievoca la storia dimenticata di una pandemia, che oggi ritorna drammaticamente attuale, per parlare del coraggio di una madre che ha saputo trasformare le sue ferite.

La rassegna proseguirà venerdì 2 ottobre, alle 18.30, con Un magico compleanno di e con Emilio Ajovalasit, spettacolo di clownerie per bambini e famiglie, ricco di divertenti sketch insieme a Mister Mu, un Charlie Chaplin illusionista che inscena, imprevisti compresi, un compleanno solitario trasformandolo in una grande festa in cui gli invitati sono gli spettatori. A seguire, alle 21.00, lo spettacolo Giullari di e con Dario Ferrari e Nina Lombardino, cronistoria teatrale dei giullari e degli attori di strada, con i repertori di cantastorie e girovaghi di tutto il mondo e della tradizione siciliana. 

Due, ancora, gli appuntamenti del weekend: sabato 3 ottobre alle 18.30 con lo spettacolo Miracolo in chorus, scritto e diretto da Giuseppe Massa, con la compagnia Sutta Scupa e domenica 4 ottobre, alle 18.30, con Note dall’inferno. L’inferno di Dante in jazz con Gigi Borruso, la musica originale di Fabio Lannino (basso, chitarra elettrica) e Diego Spitaleri al pianoforte. Borruso interpreta alcuni canti dell’Inferno di Dante, insieme a un ensemble teatrale e musicale, ripercorrendo il viaggio più famoso della letteratura e i suoi personaggi, da Minosse a Francesca da Rimini. 

Miracolo in chorus indaga la disumanizzazione della società, mettendo in scena la storia di due fratelli alle prese con la sepoltura del corpo di un migrante. Accanto a Paolo Di Piazza e Marco Leone, fa da coro un gruppo multietnico composto da otto donne africane e palermitane: Leslie Assie, Giada Baiamonte, Ilenia Di Simone, Fatoumatta Drammeh, Joy Erobar, Valeria Sara Lo Bue, Ylenia Modica e Memory Mutanuka. Lo spettacolo si inserisce nel percorso di ricerca che la compagnia porta avanti da tempo sui temi della migrazione, dei cambiamenti della società e dell’essere umano che si trasforma. Una riflessione anche su Palermo e la Sicilia e sulla loro identità.

Martedì 6 ottobre, alle 18.30, va in scena lo spettacolo InCoscienza, di e con Valerio Strati, regia di Sandro Dieli. Quattro personaggi, quattro assassini, insieme per raccontare la profondità e le contraddizioni dell’animo umano: un uomo ingabbiato nei suoi pensieri uscito direttamente dal romanzo Delitto e castigo di Dostoevskij, un killer miserabile, vittima del sistema criminale e anello debole di una catena di malaffare e corruzione; e ancora un gay che con ironia racconta un crimine commesso per errore e un quarto assassino, uno scafista, personaggio contemporaneo sfruttato dalla tragedia della tratta di esseri umani. Strati analizza la coscienza o in-coscienza contemporanea in uno spettacolo che spinge a riflettere sulla società. 

Mercoledì 7 ottobre, alle 18.30 sarà la volta dello spettacolo Le sorelle N., di Riccardo Rizzo, con Cinzia Maccagnano, Maria Chiara Pillitteri, Noemi Scaffidi, Aurora Miriam Sala e Silvia Trigona. Lo spettacolo continua il tema dell’anti-mafia, già inaugurato da Con sorte di Giacomo Guarnieri con Oriana Martucci: a parlare sono ancora voci di donne, che ricevono atti intimidatori nella loro azienda agricola. Le protagoniste di Rizzo, però, rimangono incastrate nella loro solitudine: la loro è una sfida quotidiana, una vita agricola legata a ritmi ancestrali, piena di rinunce e sacrifici. In una società in cui il patriarcato è ancora troppo prepotente, queste donne cercano ogni giorno di affermare la propria indipendenza, fino a capire che essere donna in alcuni contesti può ancora portare a una limitazione delle possibilità di scelta. Ma, se qualcuno pensava di trovare una preda debole in queste donne, la realtà smentirà i pregiudizi. 

Giovedì 8 ottobre, ore 18.30, si continua con Deposito bagagli, testo e regia di Sabrina Petyx, con Serena Barone, Alessio Barone, Delia Calò e Salvatore Galati. Deposito bagagli è uno spettacolo costruito sullo scorrere parallelo di due storie che si svolgono nello stesso luogo, nello stesso tempo, nella medesima condizione. Due uomini e due donne vivono la stessa vita, si alternano con i pensieri, si incastrano con le parole, si incrociano, senza mai interagire, con azioni parallele, intrecciate e sovrapposte. Distanti e identiche. Quattro vite che si specchiano l’una nell’altra senza mai vedersi, vite dimenticate come vuoti a perdere, invisibili, chiuse in una stanza che si fa casa. 

Sabato 10 ottobre, alle 18.30 è di scena Addabbanna, la forma del viaggio, testo, regia e coreografia di Patrizia Veneziano Broccia, con Domenico Bravo, Viviana Lombardo e Chiara Salamone, cui farà seguito, alle 21, Palermitani a modo nostro di e con Paride Benassai, Alessandra Salerno, Marcello Mandreucci e Dario Sulis. Una produzione Teatri Storici di Sicilia, Addabbanna è un lavoro che mette insieme diverse storie di migranti del Mediterraneo dal Novecento a oggi: ne viene fuori un’indagine sull’identità siciliana e sulla necessità di trasformare il proprio sguardo dinanzi all’altro. Non molto distante dal racconto di una terra isolana di voci e memorie, benché con un tema molto diverso, è invece lo spettacolo di Paride Benassai, Palermitani a modo nostro, un concerto in forma di teatro dove rivivono, tra tradizione e innovazione, l’identità mediterranea e un linguaggio scenico fatto di musica e racconti, canti, corpi e gesti. 

Unico appuntamento, invece, domenica 11, alle 18.30, con Storia di una capinera di Giovanni Verga, nella riduzione teatrale di Rosario Minardi, regia di Valentina Ferrante e Micaela De Grandi, con Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza e Massimiliano Geraci. Una messinscena particolare, realizzata senza l’ausilio di musiche di scena ma sonorizzata attraverso l’uso di oggetti, di piccoli strumenti e semplici voci degli interpreti che ricostruiscono il testo e la trama del romanzo verghiano.

Mercoledì 14, alle 18.30 andrà in scena Volano angeli nello smog, una riflessione sui cambiamenti climatici odierni con riferimenti letterari ai testi di Italo Calvino, Monty Python e Karl Valentin, nell’adattamento drammaturgico di Isabella Luna Sciortino, con Roberto Mulia, Isabella Luna Sciortino, Salvatore Ventura e Gabriella Zito. Lo spettacolo della compagnia L.A. Dramawrt è pensato per un pubblico di tutte le età: in scena quattro leggii e attori con alle spalle una “nuvola di smog” fatta da un centinaio di palloncini all’elio, che fanno da sfondo a un alternarsi di letture di testi classici e mini sketch. A seguire, alle 21, lo spettacolo Negba. Poema degli atomi. Poeti mistici del Mediterraneo, con le letture di Virginia Alba e le musiche dal vivo di Alejandra Bertolino Garcia, Silvio Natoli, Antonio Puztu e Salvo Compagno.

Si continua ancora giovedì 15 ottobre con altri due spettacoli dove protagoniste sono le voci delle donne, della storia e della cronaca: alle 18.30, Jehanne X, testo e regia di Paolo Pintabona, con Roberta Giordano, rielaborazione teatrale della vita di Giovanna D’Arco che analizza la condizione dello squilibrio dell’essere umano contemporaneo: l’intera vicenda ruota intorno allo sfogo accorato di una donna che racconta la propria vita. Segue, alle 21, Mafia singolare femminile di Cetta Brancato e Marzia Sabella per la regia di Enrico Stassi, con Stefania Blandeburgo, Maria Teresa Coraci, Giuditta Perriera e Francesca Picciurro. 

Il testo di Brancato e Sabella, appena pubblicato per i tipi di Navarra Editore, si inserisce tra gli spettacoli che la rassegna dedica all’antimafia, all’attivismo civile e alla libertà di espressione. Liberamente tratto dal libro Nostro Onore di Marzia Sabella, lo spettacolo è composto da otto monologhi di donne, che esprimono l’altra metà del cielo del fenomeno mafioso. I personaggi escono dalle carte processuali ma non portano i nomi tristemente altisonanti di donne già conosciute nel panorama criminale. Incarnano, piuttosto, gli aspetti femminili di un mondo funesto nel quale la donna vive la propria condizione sempre in rapporto con il lutto e il dolore. Un mondo nel quale non è escluso un accento comico, che scaturisce dal paradosso delle realtà e dalla letteratura processuale, e che sottolinea, per contrasto, la tragicità delle esistenze.

Spazio ai giovani autori e attori, nella giornata di venerdì 16 ottobre. Alle 18.30, è di scena Un corpo da favola, drammaturgia di Costantino Buttitta e Adriano Di Carlo, Valter Sarzi Sartori, Martina Consolo, Adriano Di Carlo e Francesco G.A. Raffele, ex allievi della Scuola dei Mestieri dello Spettacolo del Teatro Biondo. Lo spettacolo vuole indagare il rapporto tra costrizione e desiderio di liberazione, i protagonisti sono vittime e schiavi della società consumista, prigionieri della mente, intrappolati in un corpo che non accettano. Attraverso la parola cercano una via di fuga o di salvezza, un riscatto o almeno, un sollievo. Il testo, scritto dai due giorni attori durante la quarantena, è una riflessione forte sul senso della libertà, accompagnata da musiche originali per fisarmonica a cura di Adriano Di Carlo e Valter Sarzi. 

Segue alle 21, La fiaba urbana di Oblìo De Serto di e con Matteo Francomano, con Barbara Scandariato e il live painting di Martina Murdaca. In scena un melologo tratto da un racconto originale mai messo in scena e drammatizzato per l’occasione della rassegna “Parola a Palermo”. La storia racconta di un giovane studente di Belle Arti, un vero e proprio genio della pittura che un giorno si imbatte nel colore più bello che abbia mai visto e del suo tentativo disperato di riprodurlo. Questa sorta di fuga sarà animata dalla voce recitante in un duetto aggressivo, a volte, e a tratti soave con la chitarra classica.

Sabato 17 ottobre, alle 18.30, è di scena Una regina di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano. Già finalista al Premio Scenario infanzia, lo spettacolo del duo Ventura-Vitrano è un gioco di metafore riprese dal repertorio fiabesco. Un giorno di pioggia e due sorelle che guardano fuori la finestra: “Cosa vuoi fare da grande?” la domanda diventa il nodo dell’intera vicenda e tra litigi, danze e risate le due bambine metteranno alla prova la loro libertà, forse un po’ per esorcizzare la paura di diventare grandi. Lo spettacolo è rivolto a un pubblico di adulti e bambini e affronta uno dei passaggi iniziatici fondamentali nella vita di ogni essere umano: l’emancipazione dalla guida che ci indirizza e protegge, in funzione dell’espressione della propria volontà.

A seguire, alle 21, ritorna sulla scena, Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas, di e con Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino, regia di Giuseppe Provinzano, con le voci di Filippo Luna, Chiara Muscato, Giuseppe Provinzano e Gisella Vitrano. 
Antonio Dimartino e Fabrizio Cammarata, dopo aver pubblicato nel 2017 il disco (Picicca Dischi) traducendo in italiano i brani della Vargas e dopo aver scritto un romanzo (La Nave di Teseo Editore) dal titolo Un Mondo Raro, rendono omaggio alla Edith Piaf messicana, amante di Frida Kahlo, musa di Almodòvar e icona omosessuale che ha infranto gli schemi delle convenzioni borghesi. Con la regia di Giuseppe Provinzano Un Mondo Raro è uno spettacolo fatto di musica, narrazione, leggende e teatro di figura, in un dialogo continuo fra Città del Messico e Palermo. 

Doppio spettacolo anche domenica 18. Si comincia alle 18.30 con Le parole di Rita, regia di Valeria Patera, con Maria ed Ester Cucinotti e alle 21 segue Cialoma - Etnotesti di cielo, di mare, di terra e di sale di e con Laura Mollica, musiche di Giuseppe Greco. 
Le parole di Rita è un racconto teatrale per voce, video e musica, ispirato alla vita e alle lettere di Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986 e prima donna a essere ammessa all’Accademia pontificia delle Scienze. Al suo debutto siciliano, lo spettacolo di Valeria Patera recupera la voce della scienziata attraverso le lettere indirizzate alla sorella gemella. Le due donne, interpretate dalle attrici gemelle Maria ed Ester Cucinotti, diventano un’unica anima con doppia personalità, due volti di donne del Novecento che raccontandosi rinnovano la loro memoria. 

Cialoma è un omaggio alle leggende di Sicilia. Un percorso attraverso le emozioni, i miti, le leggende siciliane sul mar Mediterraneo e sui suoi personaggi veri e reali, ma anche immaginari e trasfigurati dalla fantasia popolare. Si racconta del rapimento di una fanciulla a opera dei Saraceni, del viaggio negli abissi di Colapesce, il leggendario personaggio metà uomo e metà pesce, fino a scendere nelle grotte di Scilla e Cariddi, i mostri marini che rendono tempestose le acque dello stretto di Messina. Immagini e musiche coinvolgono lo spettatore in una favola senza tempo. 

L'ingresso agli spettacoli è libero fino ad esaurimento posti. È necessario presentare all'ingresso il modulo "Registrazione spettatori" e, se richiesto, il modulo "Dichiarazione convivenza abituale", scaricabili dal sito del teatro (www.teatrobiondo.it). I moduli devono essere preventivamente scaricati dal sito del Teatro Biondo e compilati. Non è garantito l'ingresso a chi non presenti i moduli preventivamente compilati, e comunque oltre la capienza massima consentita dallo spazio e dalle norme di contenimento della diffusione del Covid-19. È obbligatorio l'uso della mascherina di protezione.

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