"Velluto blu", il film capolavoro di Lynch per il Supercineclub al Rouge et Noir

Per molti il suo capolavoro, Velluto Blu (Blue velvet, 1986) lunedì 3 giugno al Supercineclub del Rouge et Noir, è certamente una delle vette espressive di David Lynch e rappresenta l’avvio di un nuovo percorso artistico e narrativo nel cuore degli anni Ottanta. A metà tra noir e thriller, in uno stato di tensione costante, il regista gioca al ribaltamento dei canoni tradizionali dei generi: via gli elementi consueti che alimentano il mistero; via la nebbia, la pioggia, il fumo, la metropoli. A introdurre lo spettatore nell’accogliente cittadina di Lumberton sono una carrellata di immagini che raccontano la tipica quiete borghese della provincia americana. 

L'incubo, dunque, può iniziare, nascosto com'è dietro la facciata di scena, covato per bene dalla comunità che vive una quotidianità all’apparenza monotona e serena mentre nel sottobosco notturno e oscuro imperano perversione, violenza, ricatto morale, corruzione, ipocrisia e follia. 

Un giovane annoiato che gioca a fare il detective si ritrova coinvolto in un vortice pericoloso, che vede protagonisti una cantante di nightclub, Dorothy - una sensuale e irresistibile Isabella Rossellini - e un malavitoso psicopatico, Frank – un Dennis Hopper perturbante e in perenne stato di alterazione ma a stretto contatto con le forze dell'ordine corrotte della cittadina – legati da un rapporto segreto e malato. Nella sua indagine privata il giovane Jeffrey Beaumont, interpretato da Kyle MacLachlan, che ritroveremo nella storica serie creata da Lynch, I segreti di Twin Peaks (1990-1991), è accompagnato dalla coetanea Sandy, la bionda e angelica Laura Dern (qui non ancora ventenne), figlia di un poliziotto di Lumberton. 

A dare il la alla vicenda, un misterioso ritrovamento: un orecchio reciso e abbandonato in un campo. È questo l’elemento di trapasso, lo stargate verso una dimensione altra e insidiosa. Tutto il cinema di Lynch, d’altronde, è attraversato dalla visione di Lewis Carroll. Una volta varcata la soglia, basta poco al protagonista per individuare il sadico criminale, personificazione del male assoluto. Oltre alla soave e ricorrente Blue Velvet di Bobby Vinton, interpretata da Dorothy sul palcoscenico del night dove si esibisce, languida e opprimente è la colonna sonora di Angelo Badalamenti, alla prima di una lunga e proficua collaborazione con Lynch. 

Come detto, Velluto blu è anzitutto innovativa tecnica narrativa, se vogliamo sperimentale: fu lo stesso regista a raccontare che a monte non c’era una sceneggiatura definita, essa ha preso forma soltanto in corso d'opera; tutto si regge su delle intuizioni, delle immagini nella mente del creatore, delle idee insomma. Il "nuovo noir" di Velluto blu ha già molti elementi che fanno pensare alle opere della maturità di Lynch: dall'utilizzo del sonoro in chiave disturbante al montaggio che affianca in modo brusco e inaspettato momenti di stasi con flash di inquietudine futura. La pessimistica visione che il regista ha dell’esistenza, intesa come lotta inesauribile tra opposti che si respingono e attraggono, è qui magistralmente sviluppata. 

Sul piano drammaturgico il mantra del regista americano è già formalizzato: “il Male non è opposto al Bene”, dividere e distinguere l'uno dall'altro è impossibile; ma smarrita l’innocenza, una volta immersi nell’incubo del reale, dopo aver toccato con mano la sofferenza della prevaricazione, l’unico modo per uscirne vivi è la capacità di saper discernere cosa è giusto da cosa non lo è. Specchio di questa ambiguità eterna e indecifrabile è Lumberton, cittadina operosa di giorno e letale di notte. E qualche anno dopo sarà così anche Twin Peaks. 

Velluto blu è il crocevia ineludibile per comprendere Lynch che per questa pellicola ricevette nel 1987 la nomination all’Oscar come miglior regista. Velluto blu sarà proiettato lunedì 3 giugno al Supercineclub del Rouge et Noir, alle 18.30 nella versione doppiata in italiano e alle 21.00 in quella in lingua originale con sottotitoli in italiano. Alle 20.30 la presentazione di Francesco Armato e Emilien Gür. Biglietto 4 euro e ridotto 3 euro per under 30.

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