"La donna che visse due volte", Hitchcock torna al cinema: il film al Rouge et Noir

Presente tra i primissimi posti di tutte le graduatorie dei film più belli della storia, da alcuni critici inserito addirittura al vertice assoluto in una gara al sorpasso con “Quarto potere” di Orson Welles, secondo i critici Harris-Lasky “la più bella e la più crudele delle love story di Hitchcock”, secondo Mereghetti “il capolavoro filosofico” del grande regista anglo-americano.

Insomma, è fuor di dubbio che La donna che visse due volte (Vertigo, 1958), lunedì 23 settembre al Supercineclub del Rouge et Noir, è uno dei film imprescindibili, un archetipo del cinema di tutti i tempi. Un classico e un’opera rivoluzionaria già al momento della sua uscita, accolta tiepidamente, come spesso capita ai grandi capolavori, da critica e pubblico per poi essere osannata a partire dal decennio successivo. 

La vita, secondo Hitchcock, è un passaggio necessario attraverso le tenebre e “La donna che visse due volte” (una delle rare volte in cui la scelta italiana di un titolo straniero si rivelò felicissima), è la perfetta riuscita cinematografica di questo concetto. Amore, ossessione, incubo, morte, angoscia del doppio, esistenza come spirale claustrofobica, contrasto tra realtà e sogno, tra razionalità e finzione, sono tutti elementi fortemente caratterizzati e impongono allo spettatore di entrare, con emozione, nel labirinto del grande inganno dell’Arte. 

John Scottie Ferguson (James Stewart, mai così perfetto sotto la guida del suo maestro), poliziotto che ha dovuto lasciare il suo lavoro perché sofferente di vertigini, viene incaricato da un vecchio amico di sorvegliare la moglie, che si sente “posseduta” da una giovane donna morta suicida nel secolo precedente. Lei, Madeleine, (la bellissima, algida come vuole Hitchcock, Kim Novak), sbaraglierà le diffidenze del detective e lo porterà a innamorarsi perdutamente. La fobia di Ferguson non gli permetterà però di salvarla nel momento necessario.

L’uomo sembra perdersi in una depressione senza fondo ma ecco che un giorno incontra una “sosia” di Madeleine. Nel momento in cui la sua ossessione sembrerà raggiungere l’acme, tutto improvvisamente si farà chiaro ai suoi occhi, in un finale mozzafiato che non risparmia colpi di scena sino all’ultimo istante. Straordinaria la creatività tecnica di Hitchcock con l’utilizzo innovativo di movimenti di macchina capaci, all’epoca, di far vivere allo spettatore le sensazioni vissute, sullo schermo, dal protagonista. 

Dall’uscita de “La donna che visse due volte” il cinema non fu più lo stesso. Il capolavoro di Hitchcock sarà proiettato al Supercineclub del Rouge et Noir di piazza Verdi lunedì 23 settembre, spettacolo pomeridiano questa volta alle 18:00 in lingua italiana e alle 21:00 il tradizionale spettacolo in versione originale con sottotitoli in italiano. Alle 20:30 la presentazione di Gian Mauro Costa. Biglietti 4 euro (3 euro per gli under 30). 

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