"Butch Cassidy", film su un bandito sui generis: la proiezione al Rouge et Noir

L’Ottocento sta per finire, e non si chiude solo un secolo, ma un’intera epopea: quella mitica del Far West, dei cowboy, delle guerre contro i Nativi americani, dei pionieri. E dei fuorilegge.

Butch Cassidy è forse l’ultimo di loro, ma è un bandito sui generis: intelligente, brillante, amante del buon vivere, sognatore, spaccone, infantile e neanche tanto bravo a usare le pistole. Il ritratto romantico di questo straordinario personaggio realmente esistito viene fatto nel bellissimo film omonimo Butch Cassidy (Butch Cassidy and The Sundance Kid, 1969) - lunedì 9 dicembre al Supercineclub del Rouge et Noir - diretto da George Roy Hill e interpretato da due attori monumentali di Hollywood, Paul Newman e Robert Redford. Sì, perché accanto a Butch (Newman) c’è anche il suo complice di una vita Sundance Kid (Redford), lui sì abilissimo con il revolver. 

Capiamo subito di non trovarci davanti a un western classico. Le rappresentazioni d’epoca, affidate a un sapiente e suggestivo uso di filmati e foto virati in seppia, indicano subito la scelta della rappresentazione di un periodo storico al tramonto, di un’elegia un po’ nostalgica di un rapporto tra uomo e natura ancora incontaminato, libero e ribelle, ormai incalzato dal progresso e dai “nuovi mezzi” (vi appare la bicicletta moderna) destinati a soppiantare i cavalli. 

Butch e Sundance Kid fanno i banditi per necessità esistenziale - anche perché incapaci di lavorare integrandosi nella società – e sono consapevoli che la loro avventura è un lungo sogno che sta per spegnersi definitivamente. Anche nelle loro imprese criminali mantengono il bon ton e le maniere gentili, prediligono colpire le banche e il “capitalismo”, ricorrono sempre all’ironia, alla battuta sferzante. Il loro rapporto d’amicizia è talmente forte da non conoscere rivalità o gelosie anche in presenza della bellissima maestra Etta (la meravigliosa Katherine Ross che aveva già fatto innamorare un’intera generazione ne Il laureato), amante di Sundance e pronta a dividere il destino dei due banditi, costretti a peregrinare, braccati, in un’interminabile fuga che li porterà in Bolivia. 

Vincitore di quattro premi Oscar (sceneggiatura, fotografia, colonna sonora e miglior canzone, questi ultimi due riconoscimenti dovuti alla genialità musicale di Burt Bacharach) Butch Cassidy è un film godibile, divertente, emozionante, poetico. Diventò un titolo-cult nella stagione del Sessantotto per la sua forza sognatrice, trasgressiva, per i suoi aneliti di libertà e ribellione. Indimenticabile la scena in cui Butch fa una passeggiata in bici portandosi in canna Etta sulle note della celeberrima Raindrops Keep Fallin’ on My Head.

Butch Cassidy sarà proiettato lunedì 9 dicembre al Supercineclub del Rouge et Noir di piazza Verdi alle 18.30 in versione italiana e alle 21.00 in quella in lingua originale con sottotitoli in italiano. Alle 20.30 la presentazione di Gian Mauro Costa e Mario Tralongo. Biglietto: 4 euro (3 euro per gli under 30).

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