"L'altro uomo", il ritorno di Hitchcock al cinema: il film in lingua originale al Rouge et Noir

Un formidabile tris di maestri del noir: Alfred Hitchcock, l’indiscusso numero uno della suspense, alla regia; Patricia Highsmith, la regina del giallo americano, autrice del romanzo da cui è tratto il soggetto; Raymond Chandler, il mitico padre della narrativa hard boiled e del detective Philip Marlowe, alla sceneggiatura.

Nasce così L’altro uomo (Strangers on a Train, 1951), poi ribattezzato in Italia Delitto per delitto, che sarà proiettato lunedì 24 febbraio al Supercineclub del Rouge et Noir. Si tratta di un gioiello meno conosciuto rispetto ai popolarissimi capolavori di Hitchcock ma che non è esagerato definire “perfetto”. Uno straordinario meccanismo ad orologeria che coinvolge dalla prima scena all’ultima.

Su un treno partito da Washington un giovane campione di tennis, Guy, incontra uno sconosciuto che lo riconosce e lo abborda: è Bruno, rampollo di una famiglia agiata e, come ben presto si capisce, psicopatico. Bruno propone a Guy un patto diabolico. Si dice disposto a eliminare la moglie del tennista che gli nega il divorzio (l’ostacolo per coronare la sua storia d’amore con l’avvenente figlia di un senatore), per ricevere in cambio lo stesso favore: aver ucciso da Guy l’odiato padre che vorrebbe chiuderlo in una clinica. Il tennista cercherà di liberarsi dell’uomo, ma inutilmente. Quella di Bruno è una lucida follia che genererà una trappola infernale che lascerà lo spettatore senza fiato.

Ne L’altro uomo Hitchcock mette in scena tutti gli ingredienti che hanno reso inconfondibile lo stile del grande regista anglo-americano: l’amore per i dettagli, la vertiginosa esplorazione dei meandri psichici, la follia omicida, l’eterno conflitto tra bene e male, confini labili e imprigionati nel gioco di specchi tra colpevole e vittima. Il tema del “doppio” è qui presente più che mai, non solo nel confronto-scontro tra Guy e Bruno, ma in un gioco forsennato di somiglianze e coincidenze, evidenziate anche da un magistrale montaggio che riproduce all’infinito accoppiamenti tra volti e oggetti. Il tutto scandito da un’implacabile lotta contro il Tempo, l’elemento base, in Hitchcock, per il climax drammatico. La figura di Bruno, tra l’altro, anticipa in tutti i sensi l’indelebile protagonista di Psycho, che vedrà la luce nove anni dopo. Memorabile la scena finale del film girata a bordo di una giostra impazzita.

L’altro uomo sarà proiettato lunedì 24 febbraio al Supercineclub del Rouge et Noir di piazza Verdi alle 18:00 nella versione doppiata in italiano e alle 21:00 in quella originale con sottotitoli in italiano. Alle 20:30 la presentazione di Gian Mauro Costa. Biglietto: 4 euro (3 euro per gli under 30).

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