La storia di Pino Puglisi in un documentario, l'anteprima nella sua Brancaccio

Palermo, sera del 15 settembre 1993: don Giuseppe Puglisi - parroco del quartiere Brancaccio, dove è nato lo stesso giorno, cinquantasei anni prima - è appena sceso dall'auto e sta per rientrare a casa, in piazzale Anita Garibaldi. Ma qualcuno lo aspetta e gli spara alla nuca. Un'esecuzione mafiosa che diventa martirio per l'uomo che più volte, pubblicamente, ha sfidato Cosa Nostra e si è battuto per dare futuro e speranza ai giovani, togliendoli dalla strada. Venticinque anni dopo, Rai Cultura ricorda il suo coraggio e la sua testimonianza sempre attuale con il documentario di Antonia Pillosio "Giuseppe Puglisi, beato e martire", in onda martedì 11 settembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo "Italiani", con un'introduzione di Paolo Mieli.

Il documentario - al quale hanno collaborato l'Archivio G. Puglisi della Diocesi di Palermo, l'Archivio Centro Accoglienza "Padre Nostro" e l'Archivio Tgs - racconta la vita e l'impegno di don Puglisi attraverso le immagini delle Teche Rai e le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto. Come lo storico Andrea Riccardi: "Don Puglisi - sostiene - anticipava e incarnava il modo pastorale di lottare contro la mafia: in questo senso colpire lui era colpire un'avanguardia. Io credo che Don Puglisi sia il modello per i preti dell'Italia del XXI secolo, di come un ministero sacerdotale può tenere unito il tessuto sociale ital iano, può essere un argine allo scatenarsi della violenza delle mafie".

Una convinzione condivisa da monsignor Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo: "Don Puglisi non incarna un'idea di prete, lui è il prete che riesce a farsi interpellare dalla Storia, per cui risponde agli uomini concreti, ai volti concreti, ai bisogni concreti, perché il Vangelo è fatto per raggiungere tutta la persona. virtù di quel Cristo, che lui amava annunziare a tutti, un Cristo incarnato". Tra le altre testimonianze, quelle di don Mario Torcivia, che ha seguito la causa di beatificazione come martire di don Puglisi; e di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera che afferma: "Pensando a Don Puglisi, oggi più che mai è un invito a fare di più. Papa Francesco non si stanca mai di ripetercelo, per invitare le persone ad assumersi le proprie parti di responsabilità".

E non manca il ricordo di Giancarlo Caselli, procuratore di Palermo in quegli anni, che riassume così la missione di quel sacerdote: "Padre Puglisi non era contro questo o quella cosa, ma era per i giovani e i ragazzi del suo quartiere". Maurizio Artale, presidente del Centro "Padre Nostro" fondato dal parroco di Brancaccio, infine, chiude il documentario spiegando come è stata raccolta e viene mantenuta viva l'eredità di Don Pino. Il documentario verrà presentato in anteprima presso l'Arcidiocesi di Palermo all'Auditorium Comunale Giuseppe Di Matteo Teatro Brancaccio , in via San Ciro n 15 , lunedì 10 settembre alle 21.00.

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