"Squadra mobile Palermo, l'avamposto degli uomini perduti", il libro al Punto Flaccovio

Sarà presentato a Palermo presso il Punto Flaccovio di via F.Garcia Lorca n.5, il libro dello scrittore Alessandro Chiolo dal titolo “Squadra mobile Palermo – L’avamposto degli uomini perduti”. La presentazione si terrà martedì 29 gennaio alle ore 17.30. Interverranno all’incontro con l’autore, Roberta La Barbera dell’associazione culturale Siciliando, Mauro Faso di Radio In. Alessandro Chiolo ripercorre gli anni dal 1981 al 1986, dallo scoppio della seconda guerra di mafia all’inizio del maxi processo, attraverso l’autorevole testimonianza del dott. Francesco Accordino, l’allora capo della sezione omicidi, unico superstite di quel nucleo investigativo.

“Squadra Mobile Palermo” è un testo reso unico non solo dalla testimonianza di chi ha combattuto sul campo il clan dei corleonesi, ma anche dalla possibilità di avere messo mani ad un documento unico, come il “rapporto dei 162”, in cui confluiscono incredibili intuizioni su una Cosa Nostra la cui struttura non era ancora conosciuta e su una seconda guerra di mafia appena scoppiata, le cui dinamiche risultavano di difficilissima interpretazione.

All’interno del testo inoltre, l’autore in tre capitoli a se stanti, tratta, attraverso le testimonianze dei familiari, figure chiave di quella squadra mobile: il dottor Beppe Montana, visto dalla testimonianza del fratello Dario; il dottor Ninni Cassarà, visto dagli occhi della moglie Laura e l'agente Natale Mondo, attraverso il racconto della moglie Rosalia e delle figlie Dorotea e Loredana. Un ulteriore toccante capitolo riguarda invece l’uccisione del piccolo Claudio Domino, barbaramente giustiziato alla tenera età di 11 anni, che rivive nelle struggenti parole della madre Graziella Accetta e che l’autore decide di fare conoscere al grande pubblico per le conseguenze che l’omicidio ebbe sul maxi processo.

L’ultima parte del testo approda al “luogo naturale” in cui confluirono tutte le indagini condotte dall’avamposto degli uomini perduti, ossia quel “bunkerino” oggi divenuto “Museo Falcone Borsellino” che sembra riprendere vita grazie alla testimonianza del signor Giovanni Paparcuri, uomo scampato miracolosamente all’attentato al consigliere Chinnici e chiamato poi dal Dottor Borsellino per informatizzare l’intero ufficio Istruzione. Le stanze del bunkerino si apriranno davanti ai lettori, regalando momenti unici vissuti in quegli uffici, tra traguardi, vittorie e delusioni.

Alessandro Chiolo nasce a Palermo il 19/03/1974, si diploma al liceo classico “Vittorio Emanuele II” nel 1992 e si laurea in filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Palermo il primo aprile del ’98 con una tesi su Kuhn e le tecnologie multimediali. Nel 2002 si abilita all’insegnamento classe di concorso A037 (storia e filosofia nei licei) e nel 2008 consegue l’abilitazione nella classe di concorso A036 ( filosofia, pedagogia, psicologia). Nel 2011 entra di ruolo per la classe A037 presso il liceo scientifico “N. Palmeri” di Termini Imerese, insegnando presso la sezione distaccata di Ciminna. Nel 2012 ottiene il trasferimento presso il liceo scientifico statale “Ernesto Basile” di Palermo dove insegna tutt’oggi Storia e Filosofia, ricoprendo dal settembre 2013 anche la funzione strumentale “Area 4” relativa alle iniziative culturali e ai rapporti col territorio.

Dal settembre 2014 al settembre 2015, come funzione strumentale “Area 3”, si è occupato inoltre, di rapporti con enti esterni e Legalità. Dal 2014 al 2015 blogger presso “cronopolitica” e “younipa”. Dal 2015 autore di articoli su “live Sicilia”. Nel dicembre 2014 un suo capitolo sull’emiro Giafar viene inserito in una pubblicazione sul castello di Maredolce. Nell’aprile del 2015 pubblica per Qanat il suo primo libro dal titolo “Nome in codice: Quarto Savona 15, km. 100287 e oltre”. Sposato dal 2003, ha un figlio di 9 anni. Tra le sue passioni la lettura, la fotografia, la tecnologia e i viaggi.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di vincenzo
    vincenzo

    Mi permetto di dissentire sulla frase "barbaramente giustiziato", in riferimento al piccolo Claudio. Il termine esatto è barbaramente ammazzato!!! Giustiziato, ritengo, debba adottarsi per chi paga il suo conto con la Giustizia: Saluti vincenzo

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