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Castelli dimenticati e grotte miracolose: la Palermo segreta risplende ne "Le Vie dei Tesori"

Nei cinque fine settimana compresi tra il 29 settembre e il 29 ottobre, l’undicesima edizione apre le porte di 120 tesori palermitani: spesso inediti, luoghi di interesse artistico, scientifico, storico o naturalistico, con visite (a un euro) aperte anche ai non udenti e ai non vedenti

Palazzo Zingone Trabia

Duecento tesori, quattro città più una, tour urbani, itinerari, eventi. Questo ed altro nel palinsesto del Festival “Le Vie dei Tesori”, che da Palermo - Capitale italiana della Cultura 2018 - approda quest’anno in altre quattro città siciliane, Agrigento, Caltanissetta, Messina e Siracusa. Nei cinque fine settimana compresi tra il 29 settembre e il 29 ottobre, l’undicesima edizione apre le porte di 120 tesori palermitani, spesso inediti, luoghi di interesse artistico, scientifico, storico o naturalistico, con visite aperte anche ai non udenti e ai non vedenti.

Tante le novità di questa edizione. Dal Festival Kids dedicato ai bambini agli oltre 110 tour urbani guidati da storici, botanici, urbanisti, accademici, dall’“itinerario contemporaneo” che aprirà contestualmente gallerie private e atelier d’artista ad una serie di concerti in luoghi non convenzionali, in collaborazione con “Piano City” - progetto pilota del festival che per la prima volta valica i confini milanesi - passando per un percorso dedicato al cinema con visite ai luoghi della città che sono stati set di celebri film, come quelli di Ciprì e Maresco o il “Gattopardo”.

Tra 120 luoghi da scoprire quest’anno il castello normanno dimenticato come l’Uscibene, la grotta miracolosa dell’Acquasanta e la villa nobiliare tanto amata dallo Zar Nicola I da volerne riprodurre un salotto a San Pietroburgo. E poi ancora il Palazzo delle Poste, vero piccolo “museo futurista” con le tele di Benedetta Cappa Marinetti; la Casina Cinese, debito pagato al gusto per l’esotico del Regno delle Due Sicilie; l’archivio storico con il documento cartaceo più antico d’Europa; le “camere dello scirocco” dove i nobili sfuggivano all’afa; i qanat, cunicoli arabi, le catacombe paleocristiane che corrono nelle viscere della città e l’unico Miqveh, il bagno ebraico; gli oratori serpottiani, veri pizzi e merletti in stucco.

Anche i nove siti del percorso arabo normanno dell’Unesco entrano a far parte de “Le Vie dei Tesori”. Saranno, infatti, i protagonisti di una “notte bianca” gratuita l’ultimo fine settimana di ottobre. E, anche quest’anno, un’app consente di smarcare i coupon di ingresso e di “tracciare” le visite dei partecipanti. “Da piccola manifestazione locale, ‘Le Vie dei Tesori’ è divenuta negli anni un vero e proprio evento culturale di dimensione nazionale - sottolinea il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando -. Un evento che collega luoghi fisici, epoche storiche e soprattutto culture diverse. Evento che è divenuto uno fra i principali momenti del calendario culturale di Palermo e ora dell’intera Sicilia”.

Il festival mette a rete cinquanta tra istituzioni e associazioni siciliane, tra cui i Comuni, le Soprintendenze, le Diocesi, le Università, la Fondazione Unesco Sicilia. Tutti mettono a disposizione i loro beni (in gran parte di solito chiusi) per aprirli alle visite guidate e agli eventi. Un coupon da 10 euro “vale” 10 visite, un coupon da 5 euro consente di farne 4, un coupon da 2 euro serve per 1 visita singola. Non sono personali e possono essere utilizzati da gruppi e familiari. Quest’anno c’è anche una card che consente di visitare tutti i luoghi in Sicilia e che sarà promossa sui treni siciliani, grazie a un accordo con Trenitalia che riserva uno sconto a chi decide di viaggiare verso Palermo, Messina e Siracusa tra il 12 settembre e il 29 ottobre.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, commentando le dichiarazioni del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, sul festival "Le vie dei tesori", presentato oggi a Roma nella sede del Mibact, ha spiegato: "La manifestazione 'Le vie dei Tesori ' nasce da una profonda sinergia tra pubblico e privato che attira a Palermo migliaia di turisti e visitatori. Un evento di grande risonanza che ci ricorda ogni volta quanto bella è la nostra città e quanto bisogno abbia delle cure e dell'apprezzamento dei palermitani. Palermo è diventata una città turistica perché si è partiti dall'esigenza di promuovere le attività culturali di questa città, consapevoli del fatto che è quel circolo di cultura e attrattività internazionale a produrre economia e non viceversa. La cultura dell'accoglienza in tutte le sue forme, del diverso e delle presenze artistiche e storiche della città, costituisce il contributo più importante alla nuova immagine del capoluogo".

"Questo festival - ha detto il ministro Franceschini - parte alla vigilia delle tante manifestazioni programmate per Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 conferma quanto questo prestigioso riconoscimento sia in grado di generare sinergie positive nei territori". "Sono certo - ha aggiunto Franceschini - che un'offerta culturale di qualità, come questa, renderà Palermo e la Sicilia ancora più attrattive agli occhi del mondo mettendole al centro di un progetto turistico più ampio".

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