Museo Riso, l'esperienza estetica nella tradizione cristiana d'Oriente e islamica

Ritrovare nelle diverse culture, elementi comuni di estetica. E in questo ambito il rapporto con la Luce, diventa punto di transito, linguaggio. Tre giornate di studio che chiamano a raccolta a Palermo storici, studiosi di estetica, esponenti del mondo religioso ortodosso e islamico, e artisti: perché l'arte è elemento fondante, segno, spunto che avvicina il mondo terreno e l’Altro.

“Luce da Luce”. Sia che esso corra sullo sfondo brunito di un’icona, sia che si   incastri in piccole nervature elettriche, vesta stracci carichi di storia: poco importa il supporto, la Luce diventa elemento comune, apartitico, semplice, immediato; immerso nella storia o vibrante di contemporaneità. Luce da Luce φῶςἐκφωτός - Luce su Luce نُّورٌعَلَىنُورٍ (Nūr ‘alàNūr) è il nuovo progetto che prende vita al Riso - Museo d’arte Moderna e Contemporanea - dal 25 settembre al 29 novembre - e si declina su direttrici diverse, che camminano parallele ma autonome, pur analizzando lo stesso rapporto da più angolazioni differenti, legate comunque all’esperienza estetica ma anche ai linguaggi del contemporaneo. Una sezione d'arte metterà a la luminosa non-luce di Christian Boltanski, dalla collezione del Museo, con i campi elettrici ed energetici di Shay Frisch con la loro carica energetica, e, nello spazio satellite del Museo, la normanna Cappella dell'Incoronata, gli “occhi” di Laura Panno. 

L'esperienza estetica nella tradizione cristiana d'Oriente ed islamica. Il cuore del progetto è formato da tre giornate di studio - da venerdì 25 a domenica 27 settembre - durante le quali si confronteranno studiosi, teologi ed artisti; e un particolare percorso espositivo, declinato su vari capitoli, per indagare i fondamenti dell’esperienza spirituale ed estetica di entrambe le tradizioni. A cura di Patrizia Spallino (Dipartimento Culture e Società - Università degli Studi di Palermo - Officina di Studi Medievali) e Floriana Sciumé (Officina di Studi Medievali), è organizzata da Riso e un’iniziativa direttamente promossa dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana. Tema comune, archetipo, è la Luce, che si manifesta tramite elementi iconografici, materiale documentario, installazioni video, installazioni fotografiche, spettacoli - Anna Redi legge “La conferenza degli uccelli” dal poema di Farid Uddin Attar, sabato e domenica alle 21 - e concerti - Dargah, musica e canti Sufi di Tito Rinesi, in programma venerdì alle 21 e sabato alle 18.30; un concerto narrato Sviêta ot Sviêta del coro Coro Svete Tikhij diretto da Irina Nedoshivkina Nicotra. Narrazione di Maria Giuliana Rizzuto (domenica alle 18).

Sarà molto interessante il confronto dal vivo tra l’arte dell’italo giordano Eyas al-Shayeb, discepolo dei più grandi calligrafi mondiali contemporanei; e le opere del grande iconografo ortodosso Vasileios Koutsouras: espressioni differenti di scrittura come ponte di passaggio verso il divino, simbolo come luce che unendosi all’oggetto lo raffigura e lo rivela.

Per “Teofania della bellezza”, esposte opere calligrafiche e iconiche di Rachid Koraïchi, Vasileios Koutsouras, Stefania Stanojkovic, Efrem Augello. E ancora, l’installazione video “Luce da luce - Luce su luce”; un approfondito studio fotografico  dedicato alla Cattolica di Stilo, uno dei siti bizantini più importanti e meglio conservati tra quelli presenti in Calabria.

Prevista infine l'esposizione di antichi testi delle culture bizantina e islamica - a cura di Patrizia Spallino e Floriana Sciumé, che firmano l’intero progetto -: il Codex Purpureus Rossanensis del secolo VI (che verrà esposto nella sua edizione facsimilare), una Silloge di preghiere islamiche (XIX - XX secolo); un antico Corano e una pergamena greco-araba, custoditi alla Biblioteca regionale Bombace di Palermo.

Le giornate di studio 

a cura di Patrizia Spallino e Floriana Sciumè

  • Teofania della bellezza | Opere calligrafiche di Rachid Koraïchi e Opere iconiche di Vasileios Koutsouras

L’arte iconica nella fede cristiana ortodossa è il simbolo della presenza di Dio ed il suo luogo luminoso. Nella preghiera essa opera un incontro come immagine conduttrice, sarà mediante la trascendenza, ed il superamento del sensibile e dell'intelligibile, che si potranno “oltrepassare le porte segrete del tempio”. Nella chiesa d’Oriente l’arte iconica è intesa, a buon diritto, come tra le più alte manifestazioni del genio artistico umano. Gli iconografi puri di cuore, e per questo irradiati dalla luce del Santo Spirito, compiono opere di straordinaria bellezza.

Installazioni video

  • “Luce da luce - Luce su luce”

Le installazioni video, centrate sulle due tradizioni, raccoglieranno testimonianze dei riti di preghiera legati  alla luce, ed ai momenti di unione con il Divino. Le riprese video sono state effettuate fra la Sicilia e la Calabria. Punto centrale del confronto tra le due tradizioni sono il dikr, uno dei principali riti del Sufismo, e la preghiera del cuore dei monaci esicasti del monte Athos.

Installazione fotografica

  • La Cattolica di Stilo: tra testimonianza greca e islamica

Immagini fotografiche della Cattolica di Stilo, chiesa bizantina dell’XI secolo, sulle pendici del Monte Consolino dove, su una delle colonne, è stata segnalata di recente una doppia iscrizione in arabo, oltre a quelle in greco segnalata dall’archeologo Paolo Orsi tra il 1914 e il 1927. Le ipotesi sono diverse, tra queste quelle che il luogo di culto rimandi ad una frequentazione o presenza islamica.

Tutte le mostre saranno poi visitabili fino al 29 novembre, secondo gli orari e i titoli di accesso del Museo Riso.

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