Il violino di Braunstein, la bacchetta di Bernardini: il concerto al Politeama

Venerdì 9 alle 20.30 e sabato 10 dicembre alle 17.30 il Politeama Garibaldi avrà come protagonista il violinista israeliano Guy Braunstein, concertmaster dei Berliner Philharmoniker.

A condurre l’orchestra il direttore stabile Simone Bernardini. In programma il Concerto n.2 per violino e orchestra di Béla Bartók e la Sinfonia n.2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms. Guy Baunstein è un violinista di fama dei Berliner Philharmoniker che sarà protagonista il 9 dicembre alle ore 20,30 al Politeama Garibaldi del concerto che segna il ritorno sul podio del direttore stabile Simone Bernardini. In programma il Concerto n.2 per violino e orchestra Sz 112 di Béla Bartók (1881-1945) e la Sinfonia n.2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms (1833-1897). Braunstein studia violino da quando aveva sette anni, a ventinove era già Concertmaster dei Berliner Philharmoniker. Replica sabato 10 dicembre, alle ore 17,30

Il Concerto n. 2 per violino e orchestra di Béla Bartók. Questo Concerto fu composto da Bartók nel biennio 1937-1938 su invito dell’amico violinista Zoltán Székely, mentre l’Europa si preparava ad andare letteralmente in frantumi, invasa dai nazisti. Lo stesso autore ungherese da allora ebbe una tragica avversione per la lingua tedesca, tanto da indurlo a vietare di tradurre le sue opere in quella lingua. Il Concerto fu eseguito per la prima volta il 23 marzo 1939 ad Amsterdam, ad opera dell’Orchestra del Concertgebouw diretta da Willem Mengelberg, con Székely a fare da solista. In una lettera al compositore, Eugene Ormandy manifestò il suo vivo apprezzamento per il Concerto, stimando che «dopo Beethoven, Mendelssohn e Brahms non è stato scritto un concerto per violino migliore”. Bartók non fu presente in quell’occasione, ma ascoltò per la prima volta il suo Concerto alla Carnegie Hall di New York il 14 ottobre 1943, con l’interpretazione del violinista Tossy Spivakovsky e sotto la direzione di Arthur Rodzinski. Il concerto fu pubblicato postumo nel 1959, quattordici anni dopo la scomparsa del compositore ungherese. La Sinfonia è così suddivisa: Allegro non troppo; Andante tranquillo; Allegro molto.

La Sinfonia n. 2 in re maggiore Op. 73. Brahms aveva impiegato ben quindici anni per comporre la prima sinfonia, ci mise pochissimo tempo per comporre la seconda. Era l'estate del 1877 e il clima delle Alpi austriache gli giovò non poco. Paragonata spesso alla “Pastorale” di Beethoven per il clima di cui è pervasa, è caratterizzata da gioiosità e quiete, da semplicità quasi pastorale, e infonde un senso di pace; questa sinfonia si fa notare per la bellezza dei temi, per la forza dei contrasti, per l'unità dell'insieme garantita dall'abilità contrappuntistica che Brahms mostra spesso nei suoi lavori. La Sinfonia fu eseguita per la prima volta il 30 dicembre 1877 al Musikverein di Vienna, diretta da Hans Richter. La sinfonia è divisa in quattro movimenti: Allegro ma non troppo; Adagio ma non troppo; Allegretto grazioso quasi andantino; Allegro con spirito.

Biglietti al Botteghino del Politeama e un'ora e mezza prima del concerto: 8-25 euro. Contatti 091 6072532/533 biglietteria@orchestrasinfonicasiciliana.it - vivaticket –

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