Wall of sounds, dai concerti in streaming alle installazioni agli oratori di San Lorenzo e San Mercurio

Un’installazione e tre concerti in live streaming che attraversano i generi, gli stili e i confini della creazione musicale e artistica contemporanea. E’ #wallofsounds, il festival internazionale di musiche contemporanee, ideato, organizzato e diretto da Gaetano La Rosa con l’Associazione Amici dei Musei Siciliani e reso possibile grazie al supporto del Comune di Palermo - Assessorato alle Culture, e dell’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, che si svolgerà per la II edizione dal 10 al 20 dicembre ospite in due “gioielli” del barocco siciliano: l’Oratorio di San Lorenzo e l’Oratorio di San Mercurio. 

Un appuntamento che torna in uno dei momenti più critici della storia recente. Sarà dunque un’edizione speciale, di resistenza e di trasformazione: l’impianto del festival sarà mantenuto e ripensato per la fruizione online e gratuita main continuità con il lavoro di contaminazione fra i diversi generi musicali, che spaziano dalla sperimentazione al classico contemporaneo, dalla sound art all’improvvisazione radicale, da sempre centrali nel progetto di #wallofsounds.

Due prime assolute porteranno per la prima volta in scena alcuni dei protagonisti di rilievo della scena musicale contemporanea, sviluppando idealmente le tematiche che caratterizzano l’identità del festival, nato lo scorso anno nell'ambito del Transeuropa Festival/BAM - Biennale Arcipelago del Mediterraneo (BAM) con al centro del programma  The Mayfield – da un progetto di e con Heiner Goebbels – Prima Mondiale Assoluta del grande compositore, musicista e regista Heiner Goebbels: il pluralismo di pensieri critici sul mondo, di soggettività che rappresentano un’idea nuova di cittadinanza, di giustizia sociale, di diritti e di libertà della persona. E che proseguirà anche quest’anno l’importante percorso di valorizzazione del patrimonio monumentale cittadino, avviato con l’Associazione Amici dei Musei Siciliani.

Music in the I Can’t Breathe Era è la chiave di lettura di #wallofsounds 2020, per rendere omaggio, con le sue ultime parole, all’afroamericano George Floyd, protagonista di una delle pagine più drammatiche della cronaca recente, e stimolare in chiave metaforica una riflessione sulla attuale deprivazione, sulla difficoltà di respiro universale, mentre la pandemia di coronavirus colpisce il mondo intero e le vittime da essa causate perdono la vita per l’impossibilità di respirare.

“Quest’anno, dopo la straordinaria esperienza di accoglienza, bellezza e qualità̀ acustica della sede dell’Auditorium SS. Salvatore, sperimenteremo l’emozione di trasmettere i concerti in live streaming dall’Oratorio di San Lorenzo, sacro luogo serpottiano, famoso nel mondo per la straordinaria pala d’altare, la Natività̀ del Caravaggio, trafugata circa cinquant’anni fa. Mentre per Unshaped, l’installazione del famoso gruppo di artisti multimediali Quiet Ensemble, un altro oratorio decorato dagli stucchi di Giacomo Serpotta, il San Mercurio. Perché́ anche nell’era della pandemia e del “I Can’t Breathe”, la bellezza non ci deve mancare mai”. Spiega il direttore artistico del festival, Gaetano La Rosa.

Apriranno il festival giovedì 10 dicembre alle ore 18:00 dall’Oratorio San Lorenzo, i “disegni sonori” del solo di uno dei musicisti sperimentali attualmente più seguiti, Remo De Vico. Compositore e sound designer tra i più rivoluzionari sulla scena per il suo linguaggio eclettico e psichedelico che varia dalla ricerca elettroacustica all'etnomusicologia, in questa performance in prima assoluta, realizzata con computer, controller a infrarossi, nastro magnetico, midi controller e mixer, “disegnerà” suoni fantasiosi e mai convenzionali. La Musica È Qualunque Suono Capace Di Creare Un’immagine Interiore, Prima Assoluta, è il nome della performance che è anche una dichiarazione di intenti: dare vita a un unicum di musica e trascendenza.

Nella stessa live session, a seguire, prenderanno forma le visioni del sassofonista palermitano Gianni Gebbia, e del bassista e compositore romano, fondatore di Zu Massimo Pupillo. Il loro nuovo “progetto a due” The Fruitful Darkness, presentato per l’occasione in Prima Assoluta, nasce dalle suggestioni derivanti da alcune pratiche spirituali che entrambi i musicisti hanno sperimentato: le tecniche sciamaniche di estasi delle tribù̀ indios amazzoniche e il buddismo tibetano, Pupillo; la meditazione Zen, praticata in Giappone per oltre dieci anni, Gianni Gebbia. 

Sassofonista, improvvisatore e compositore Gebbia è impegnato in una personalissima ricerca musicale fin dall’inizio degli anni Ottanta che lo ha condotto a incontrare vari generi (jazz, etnica, contemporanea, ambient, impro radicale), alla ricerca di una sua sonorità personale, caratterizzata – tra l’altro – dal ricorso a tecniche estreme, fra cui la respirazione circolare. Ha realizzato numerose incisioni e collaborato con un grandissimo numero di artisti dell’area contemporanea e sperimentale tra i quali ricordiamo: Heiner Goebbels, Fred Frith, Gunther Sommer, Peter Kowald, Lindsay Cooper, Jim O’Rourke, Henri Kaiser, Ernst Reijsiger, Raul Ruiz e Pina Bausch. 

A livello sonoro i suoni di The Fruitful Darkness- che prende il nome dall’omonimo libro dell’antropologa e monaca Zen Joan Halifax- sono suoni "asciutti" ispirati allo Zen, ai ritmi rituali dal sapore quasi tecno che provengono dai tamburi taiko, e dalle percussioni vibranti all'interno dei monasteri, insieme ai canti e ai sussurri degli indios e alle “discese caotiche” precipitando in stati sonori sconosciuti dove ritrovare la “fruttuosa oscurità̀ o “oscurità̀ apparente”, sperimentata da Massimo Pupillo in Amazzonia. 

Venerdì 11 dicembre alle ore 18 sempre dall’oratorio di San Lorenzo, sarà la volta di ZU con Terminalia Amazonia, il live che è diventato anche un disco dal titolo analogo. Vera e proprio band di culto della musica rock strumentale sperimentale, ZU si muove da più di quindici anni tra generi musicali differenti. Con la storica formazione in trio, composta da Jacopo Battaglia alla batteria, Massimo Pupillo al basso e Luca T Mai al sax baritono, è una delle band italiane con più concerti all’attivo, e ben sedici album pubblicati. 

Gli oltre 2000 concerti in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, Asia, Russia, Messico e Africa le collaborazioni con artisti del calibro di Faith No More, Fantomas, The Melvins, Sonic Youth, Einstürzende Neubauten solo per citarne alcuni, oltre ai costanti viaggi in Amazzonia, hanno permesso al gruppo di campionare e utilizzare sonorità umane e naturali del luogo. Il loro ultimo progetto nasce proprio da queste musiche, affonda le sue radici nella giungla amazzonica (zona in cui gli stessi Massimo Pupillo e Luca T. Mai hanno viaggiato nel corso di diversi anni) e ci trascina nelle cerimonie notturne degli sciamani curanderi, indigeni mai usciti dal loro territorio. I suoni raccolti in questa esperienza ricostruiscono un ambiente stimolante, una sorta di macro laboratorio in cui la natura offre tutto, fluidamente e generosamente.

La stessa giornata di venerdì 11 dicembre - e fino al 20 - prenderà vita tra le sculture del Serpotta, gli stucchi abbaglianti, le cornici barocche, e il pavimento maiolicato dell’Oratorio di San Mercurio, l’installazione dei Quiet Ensemble, il duo fondato nel 2009 da Fabio di Salvo e Bernardo Vercelli. La loro ricerca passa attraverso l’osservazione dell’equilibrio tra caos e controllo, natura e tecnologia, e le loro opere prendono forma dalla relazione tra organico e soggetti artificiali concentrandosi su elementi insignificanti ma meravigliosi come il movimento di una mosca o il suono degli alberi. Per l’occasione gli artisti presentano Unshaped, un’installazione “organica” che rappresenta un paesaggio sottomarino, il cielo, un’onda e una nuvola, acqua e aria, leggera e pesante, in costante cambiamento mostrandosi al pubblico come armonico specchio d'acqua o tempesta furiosa.

Come nella maggior parte dei “concerti invisibili” dei Quiet Ensemble, in Unshaped, la drammaturgia della luce e dei suoni amplificati delle luci regala una gamma completa di emozioni: da un profondo, rilassante, stato d'animo subacqueo a una tempesta nervosa e lampeggiante.

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