Trio Dmitrij e Marzena Diakun, la musica di Beethoven online per la Sinfonica tv

Il concerto fa parte del progetto "Giovani musicisti per Beethoven nel 250° anniversario dalla nascita”. Una produzione di successo della sessantesima stagione della Foss riproposto su Sinfonica tv

Il Trio Dmitrij e Marzena Diakun saranno i protagonisti del prossimo appuntamento streaming della Sinfonica Siciliana. Sabato 13 giugno su SinfonicaTv andrà in onda alle ore 19 e in replica alle 21.30 il Triplo concerto per pianoforte, violino, violoncello e orchestra di Beethoven. 

Il concerto fa parte del progetto "Giovani musicisti per Beethoven nel 250° anniversario dalla nascita”. Una produzione di successo della Sessantesima Stagione della Foss riproposto su SinfonicaTv: ogni sabato si sono esibiti giovani musicisti italiani, già affermati in competizioni nazionali ed internazionali, accompagnati da direttori di grande rilievo. 

“La piattaforma web della Foss si sta rivelando un successo: i concerti streaming sono molto seguiti e questo ci conferma la ‘sopravvivenza’ di questo canale, costituirà una risorsa in più per la musica. - commenta il sovrintendente Antonino Marcellino - Nello stesso tempo, è iniziato il countdown all’apertura dei teatri e la prossima settimana si tornerà a parlare di musica dal vivo. Noi siamo pronti”. 

Il prossimo appuntamento su SinfonicaTv, che chiuderà questo ciclo dedicato a Beethoven, sarà il 20 giugno con Giovanni Andrea Zanon al violino e Marco Guidarini direttore per il Concerto per violino e orchestra. Per la rubrica “Giovani Interpreti si raccontano”, sempre sulla piattaforma web, l’appuntamento è mercoledì 17 giugno con l’intervista a Federico Colli. 

Note sullo spettacolo e gli esecutori

In  una lettera del 1806 al suo editore Breitkopf e Haertel, Beethoven proponeva insieme ad altre opere (tra cui la Sinfonia Eroica, allora intitolata Bonaparte), una “Sinfonia concertante per violino, violoncello e pianoforte con orchestra completa”, postillando che grazie all’impiego di quei tre importanti strumenti si trattava “proprio di una novità”. Una novità le cui ascendenze, più che in Haydn e Mozart, si devono rinvenire in certa brillante tradizione francese o nella scuola concertante di Mannheim.

Il Triplo Concerto fu pensato da Beethoven per l’Arciduca Rodolfo, suo allievo e dedicatario di moltissimi capolavori del maestro. E difatti la parte pianistica, ridotta nelle difficoltà, rispecchia la destinazione alle capacità non eccelse dell’Arciduca, cui si affianca l’impegno un po’ più consistente del violino affidato  a Karl August Seiler; mentre la parte del violoncello, scritta in un registro piuttosto spinto, fu pensata per un eccelso virtuoso dello strumento come Anton Kraft. Da qui addirittura l’ipotesi che il Triplo fosse stato originariamente pensato tout court come concerto per violoncello. 

Di certo, lo squilibrio di base fra le tre parti solistiche non fu la contingenza più idonea per dar vita a un lavoro  che potesse paragonarsi a quelli più ispirati del compositore. E non c’è dubbio che nel novero dei concerti beethoveniani, il Triplo risulti il più esteriore e -nonostante il caloroso successo che  puntualmente riscuote presso il pubblico- quello tenuto in minor conto dalla critica. Ma resta una creazione di grandissimo intrattenimento e di spunti notevoli.

Se il brillante primo movimento si distingue per un’enfasi che avrebbe trovato più tardi ben altra impalcatura e bellezza tematica nel Concerto “Imperatore”, il Largo lascia spazio a un lirismo più intimo e disteso il cui sviluppo non particolarmente elaborato sfocia direttamente nel Rondò su un ritmo di polonaise, riuscita concessione alla moda musicale del tempo che Beethoven si riconcederà nella Polacca op. 89 per pianoforte dedicata alla zarina Elisabetta. 

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