Nuova vita per le Sfingi dell’Orto Botanico: grazie alle Vie dei Tesori saranno restaurate

L'intervento sarà realizzato dai giovani restauratori dell’Università con il supporto di Lottomatica Holding. A premiare il gioiello il contest on line associato al Festival

Le Sfingi dell'Orto Botanico

Al termine della tredicesima edizione de Le Vie dei Tesori, tre gioielli siciliani - di cui uno palermitano - torneranno a risplendere grazie al supporto di Lottomatica Holding, e con il coinvolgimento di giovani restauratori dell’Università di Palermo. Il contest on line lanciato sul portale del Festival, che ha totalizzato oltre diecimila voti, ha premiato le Sfingi dell’Orto Botanico, un olio prezioso della Cappella della Mortificazione di Trapani e il Campanile del Carmine di Marsala. 

L’olio della Cappella della Mortificazione è un dipinto realizzato tra il XVI e il XVII secolo da autore ignoto è stato il tesoro in assoluto più votato dal popolo social chiamato a scegliere il bene da restaurare. E la tela è stata scelta dal 41,50 per cento dei votanti, distaccando di pochissimo la cupola del campanile del Carmine di Marsala – uno dei siti più curiosi e intriganti aperti durante il festival, per sole due persone alla volta -  che lo ha tallonato per tutto il contest e ha chiuso con il 40,9 per cento dei voti. Terze – con l’8,9 per cento dei votanti – le maestose Sfingi settecentesche in pietra di Billiemi dell’Orto Botanico. Adesso per i tre beni si prepara il cantiere di restauro, in collaborazione con l’Università di Palermo e il coinvolgimento di studenti formati e in formazione, per una scelta precisa del Festival che punta a dare opportunità ai giovani. 

Le sfingi del Gymnasium dell’Orto Botanico

Le due sfingi in pietra di Billiemi (calcare compatto), scolpite da Vitale Tuccio per l’ingresso del Gymnasium, furono realizzate tra il 1789 – quando iniziò la costruzione degli edifici principali dell’Orto Botanico- e il 1795, anno della sua inaugurazione. Simboleggiano le incognite della scienza e la sfida ambigua che la sua progressiva conquista pone al genere umano. Nell'Europa dell'Illuminismo un elemento ricorrente, sia per la moda dell’Egitto dopo le prime scoperte archeologiche, sia per il diffondersi della massoneria con i suoi simboli. Le sfingi necessitano di un delicato restauro che colmi le lacune e riporti la pietra al colore originario. L’Orto botanico fu voluto da Francesco d’Aquino, principe di Caramanico, viceré di Sicilia, Gran Maestro di una loggia di ascendenza francese. Oltre a offrire 2100 onze come contributo personale, ottenne da re Ferdinando una donazione di ulteriori 9000 onze. L’Orto fu dotato di un Gymnasium e di due corpi laterali, Tepidarium e Calidarium, in stile neoclassico, su progetto dell’architetto francese Léon Dufourny, con Pietro Trombetta, Domenico Marabitti e Venanzio Marvuglia.

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