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Palermo e Libertas insieme al Ranzano 1923

Palermo e Libertas insieme al Ranzano 1923

Quando un altro Palermo si giocava lo scudetto: in libreria la bibbia del calcio in città

Il giornalista Giovanni Tarantino ripercorre i 120 anni di storia del club rosanero (scoprendo altre società cittadine dimenticate). Il volume - che contiene documenti inediti, foto e materiale d'archivio - celebra la nascita del museo che ne conserverà la memoria

Un tuffo nella storia del Palermo. Per scoprire chi ha portato il pallone in città e rovistare nel passato andando a caccia di tracce di un calcio che non c'è più. C'è tutto questo nella minuziosa ricostruzione del giornalista palermitano Giovanni Tarantino che col suo libro "Aquile. Il Palermo, il museo, la storia, la città" (il Palindromo) ripercorre i 120 anni di storia del club attraverso documenti inediti, fotografie, maglie, cartoline, materiale d'archivio e celebra la nascita del museo che ne conserverà la memoria. 

La storia del Palermo è infatti un patrimonio della città. E il libro sembra un viaggio con la macchina del tempo. Tarantino opera una certosina ricostruzione che va a scovare i pionieri del foot-ball (col trattino come si usava all'epoca) di fine Ottocento, scopre i campi da gioco di una Palermo antica e al limite del romantico, andando a ritrovare l'anima aristocratica e quella popolare della città, entrambe unite dalla stessa passione. Nel volume si ripercorrono le promozioni, le sconfitte e tanti personaggi memorabili fino ad arrivare a oggi, compresi i sei fallimenti, fino alla rinascita targata Palermo F.C. 

Attenzione particolare è data all'evoluzione delle maglie, grazie ai disegni di Carlo "Cut" Cazzaniga, con qualche chicca come la terza maglia gialla vestita anche da Claudio Ranieri, una sorpresa nel cuore degli anni Ottanta. Con l'evoluzione delle maglie si racconta la storia della squadra, dal rossoblù di George Blake, l'uomo con i baffi che fu il primo capitano e allenatore dell'Anglo Palermitan Athletic and Foot-Ball club. Segno che c'era un Palermo prima del Palermo, già al crepuscolo del diciannovesimo secolo. Il libro rivisita l'andamento delle stagioni e nel volume si incrociano i calciatori più rappresentativi che hanno vestito il rosanero.

Leggere questo libro significa farsi risucchiare nella Palermo di 100 e passa anni fa, grazie anche alle immagini che spesso accompagnano il testo e ai documenti d'epoca. C'è la storia del primo campo, "U pantanu", chiamato così a causa del suo cattivo drenaggio durante le piogge, uno spazio pianeggiante di fronte all'Ucciardone, dove si giocavano match improvvisati. Ci sono le partite organizzate al "Sailor's Rest", locale frequentato da marinai inglesi vicino ai Cantieri navali, a cui di fatto va dato il merito di aver portato il pallone da queste parti. 

Ma nel libro emergono anche le infuocate sfide per la Coppa Lipton, la questione dei colori, l'antica passione per il calcio che all'inizio degli anni Venti (di un secolo fa) vuole uscire dalla narcosi della guerra. In una città devastata dagli eventi bellici spuntano nuovi campi, come quello dei Porrazzi e di via Francesco Paolo Di Blasi, il Macello (alla Kalsa), lo Stadium di Villa Filippina, il Ranchibile, dove il Palermo gioca tra il 1914 e il 1932. 

Nascono nuove squadre: l'Indomita (nerazzurra), l'Azzurra Palermo, la Trinacria, l'Excelsior. Quella più forte, capace di sfidare il Palermo alla pari, è la Libertas che giocava nel campo di via Pietro Ranzano, alla Zisa. Maglia azzurra, bianca poi in stile Pro Vercelli, la squadra di estrazione cattolico-popolare divenne per qualche tempo una spina nel fianco dei rosanero e riuscì a prendere il sopravvento sul sodalizio più famoso. Una favola che trovò il suo apice nel campionato di Prima divisione (la vecchia Serie A) del 1922-23 quando i palermitani, sostenuti da un nutrito gruppo di tifosi, superarono il girone siciliano e arrivarono alle semifinali interregionali. La Libertas giocò una partita storica contro la Lazio nella bolgia del "Ranzano". I romani vinsero 3-2 e poi andarono a giocarsi la finalissima per lo scudetto contro il Genoa. Poi la fusione col Palermo. E l'inizio di una storia infinita.

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