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"Il presidente Xi e Antonio", piccolo puparo racconta in un libro il suo viaggio in Cina

Antonio Tancredi Cadili di recente è volato a Quanzhou, dove si è esibito con i suoi paladini al festival internazionale delle Marionette. Da questa esperienza è nato un diario che ricostruisce l'incontro con Xi Jinping

Con i suoi pupi siciliani, Orlando e Angelica, ha incantato un divertito presidente cinese Xi Jinping e la first lady Peng Liyuan, durante la loro visita a Palazzo dei Normanni. In quell'occasione il Presidente Xi lo invitò nella sua Cina, sorpreso dalla bravura del piccolo Antonio Tancredi Cadili, il più piccolo puparo siciliano.

E così di recente Antonio è volato, con la sua mamma Valeria e papà Giuseppe, in Cina, dove si è esibito con i suoi paladini al festival internazionale delle Marionette che si è tenuto, come ogni anno, a Quanzhou, nel Fujian, la provincia di nascita del presidente Xi. Un'esperienza che per la direttrice del festival servirà ad Antonio per diventare "ambasciatore della cultura fra Italia e Cina". E adesso Antonio ha deciso di raccontare quell'esperienza, indimenticabile, in un libro dal titolo "Il Presidente Xi e Antonio, diario di un incontro indimenticabile" (Storie Medinova, 75 pagine, 12 euro), con la prefazione di Felice Cavallaro.

"E' mezzanotte quando mi metto a letto - scrive il piccolo Antonio - Domani sveglia presto. Dovrò andare in Cina, a Quanzhou, nella provincia del Fujian; quasi diecimila km e un fuso orario di sette ore. Ho otto anni ed è il mio primo viaggio intercontinentale con scali in mezzo mondo. Andrò in Cina come ospite d'onore e ancora oggi mi sembra un sogno. Ed invece è tutto vero: i due trolley, uno celeste accanto alla porta stracolmo di vestiti e l'altro grigio con all'interno i pupi, ne sono la prova".

Nel libro ci sono anche alcune foto a colori con Antonio e il Presidente cinese e altre in cui il piccolo puparo si esibisce con i suoi paladini. "E' il bimbo nato a Palermo nella 'casa delle meraviglie' a scrivere questa favola, con se stesso per protagonista", scrive nella prefazione Felice Cavallaro. "Un bimbo cresciuto in fretta - dice - capace di cattuare con un disarmante candore chi legge le sue prose e le sue poesie, chi ascolta le note da lui composte al pianoforte ovvero chi lo ammira stupito sul palcoscenico, da 'puparo'. Perché Antonio Cadili, a otto anni, è un precoce grande genio, un 'cuntista', un narratore che ammalia, un musicista, un attore, tutto".

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