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R patrona, buona la prima a Palazzo Reale: successo per lo spettacolo dedicato a Rosalia

Grazie al colossal "cuntato" da Salvo Piparo e cantato da Costanza Licata è la prima volta che la Santa viene raccontata nel palazzo normanno in cui visse come ancella della regina Margherita, moglie di Guglielmo I di Sicilia. Sul palco danza, canto, pupi, free climbers e uno sputa fuoco

Un momento dello spettacolo R patrona

Buona la prima. Grande successo per "R patrona", lo spettacolo dedicato a Rosalia Sinibaldi, la donna nobile che prima di essere riconosciuta come santa patrona della città di Palermo dalla Chiesa Cattolica, abitava il Palazzo Reale. Ed è proprio il cortile Maqueda del palazzo normanno in cui visse che, dopo secoli, la ospita per la prima volta sottoforma di piéce teatrale. Da giovanissima fu chiamata a vivere proprio lì, alla corte della regina Margherita, moglie di Guglielmo I di Sicilia, e nel colossal promosso dall’Ars, dalla fondazione Federico II e dall’associazione culturale Kleis - in replica questa sera alle ore 10 -, rivive nel canto di Costanza Licata e nel cunto di Salvo Piparo. 

Una sola consonante, R, ha dato il titolo allo spettacolo tratto dai canovacci di Salvo Licata. R come romita o come rosa senza spine o ancora come Rosslyn, l’antica città scozzese che, ancora oggi, rimanda al suo nome. R soprattutto come il ritorno in quella che fu la sua prima dimora, da donna prima che santa. Nello spettacolo, alla cui regia c'è Clara Congera, compagna di Gigi Burruano, la ricostruzione passa dal recupero del cunto dei cantori ciechi. A sovrastare il palcoscenico e la platea, l’edicola votiva della santa identica a quella del 1624 presente a piazza Monte di Pietà. Lo spettacolo farà da apripista ad una mostra d'arte dedicata a Rosalia donna e santa che sarà inaugurata, sempre dalla Federico II, il prossimo 4 settembre. 

Sul palco, oltre a Salvo Piparo e Costanza Licata, Alessandra Salerno nella veste di angelo, Egle Mazzamuto nei panni della madre appestata e di una luna menzognera, Cavalà intepretato da Alessandro Napolitano, il giovane Antonio Cadili, enfant prodige al suo primo debutto teatrale, e poi ancora i pupi della famiglia Argento, con Nicola e Dario, gli arrampicatori acrobati con i free climbers guidati da Alessandro Scimonelli, lo sputa fuoco Manfredi D’Acquisto e il corpo di ballo diretto da Virginia Gambino. Le musiche sono firmate da Michele Piccione, Ciccio Piras, Gioacchino Comparetto, Raffaele Pullara, Giuseppe Giordano e Luisa Cerami.

Lo spettacolo, visibile anche da un maxi schermo allestito in piazza Monte di Pietà, ha dedicato un momento di danza alle vittime del mare con una performance contemporanea eseguita da un corpo di ballo composto da  Elena Cuccio, Silvia Schifano, Martina Bartolotta, Eleonora Traina, Giulia Melodia, Elisa Lo Bue, Sofia Maggio, Jessica Militello, Maria Celeste Sammarco, Fabiana Randazzo, Martina Trapolino, Giulia Manzo e Viviana Buzzotta. In prima fila Gianfranco Micciché, presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana e Patrizia Monterosso, direttrice della Fondazione Federico II. 

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