Elpi gallery presenta “Il silenzio fa rumore”

Opere e Performance di Simona Cavaglieri a cura di Floriana Spanò al Padiglione 24 del nuovo Polo Oncologico Arnas del Civico Di Cristina Benfratelli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

L'ospedale riapre le porte all'arte. Elpi Gallery torna con una prorompente mostra. Inaugurata, per i pazienti ed il personale ospedaliero, presso il padiglione 24 dell'Arnas Civico Di Cristina Benfratelli, la mostra “Il silenzio fa Rumore” performance artistica di Simona Cavaglieri a cura di Floriana Spanò. L'iniziativa di Elpi Gallery nasce dall'idea di voler dar voce, in un momento storico in cui la pandemia ha sovvertito gli equilibri generali, a coloro che vivono l'ambiente ospedaliero perché malati o perché lavoratori. Il silenzio come ben sappiamo non esiste, ma in questo specifico momento non deve esistere per chi già giornalmente affronta una battaglia così dura. Elpi Gallery, nata con l'idea di portare benessere tra gli operatori sanitari ed i pazienti, lancia un segnale ben preciso per il Nuovo Polo Oncologico, facente parte dei reparti No-Covid, che necessitano di un'attenzione maggiore.

Vorremmo evidenziare la distanza creata dalla pandemia, le condizioni di stress lavorativo del personale sanitario, la difficoltà per molti malati oncologici di accedere alle cure e la distanza dei pazienti dai loro cari. Elpi Gallery intende offrire un momento distensivo e terapeutico attraverso la bellezza ma anche la leggerezza delle opere della Cavaglieri. L'artista proporrà una performance My soul is my balance che verrà realizzata nel primo piano del padiglione dietro la grande finestra che si affaccia sulla hall centrale. La performance sottolinea il concetto di incomunicabilità di chi vive quei reparti con l'esterno. Il corpo, contenitore di esperienze, indaga il mondo e rielabora le sensazioni ricevute per trovare un equilibrio interiore. Le opere della Cavaglieri, come descrive la curatrice, nascono da un bisogno interiore, dalla volontà di oltrepassare un limite, di andare oltre la pura visione estetica per raccogliere le energie dentro se stessi e spogliarsi dalle paure e dalle insicurezze.

I nostri equilibri precari sono specchio delle nostre fragilità e solo attraverso un gioco di forze e spinte, cadute e sospensioni, riusciamo a barcamenarci nel nostro vivere quotidiano. I lavori della Cavaglieri rappresentano uno scenario esperienziale dell'artista che fa leva su un bagaglio sentimentale intimo e personale in una costante manifestazione della condizione umana mista ad energia e vitalità. L'artista trasforma un gesto, un movimento, un sentimento in atto artistico da un atto esperienziale quotidiano. La sua esperienza come ballerina professionista trova concretezza espressiva per le sue opere che rappresentano sempre il corpo in movimento, nella contrazione dei muscoli, nella torsione dei corpi. L'immagine rappresentata diventa un mezzo per esprimere l'equilibrio precario tra un mondo esteriore ed uno interiore. Le azioni quotidiane vengono indagate per interrogarsi sul mondo che vive.

La poetica dell'artista, quindi, risiede in una ricerca continua su un rapporto difficile psicosociale espresso attraverso ciò che conosce meglio: il corpo. I toni pastello dei suoi sfondi conferiscono leggerezza all'immagine, invitando il fruitore ad entrare in sintonia con l'opera. Ad ideare l’evento Elena Foddai, Lidia Maugeri Marchesa, Pierenrico Marchesa con i patrocini della Regione Siciliana, dell’Assessorato della Salute, dell’Università degli Studi di Palermo, dell’Università di Nanterre, dell’Università di Rouen, del Rotary Palermo Est, del Rotary Palermo Montepellegrino, di Omnia, dell’Ordine degli Psicologi, della Compagnia del Mantello e dell’Associazione Parco del Sole. A coordinare l’evento Pierenrico Marchesa. Elena Foddai progettista di Elpi Gallery, psicologa, che ha fortemente voluto questa mostra, ha precisato che “per noi ripartire è un messaggio forte di solidarietà per i lavoratori della sanità. Ieri, mentre allestivamo la mostra tutto il personale ci ha dato una mano di aiuto e dovevate vedere la gioia sui loro volti perché la loro galleria ripartiva”.

E continuando “ieri, mentre era in fase di allestimento la mostra, un medico si è fermato a fotografare le opere dicendo che per lui l'arte era evasione ed entrare in sala operatoria con quelle immagini negli occhi e nel cuore gli rendeva la giornata più leggera” ha affermato la psicologa Elena Foddai, soddisfatta per quest’esito.

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