Domenica, 1 Agosto 2021
Cultura

Ebrei a Palermo nel ‘400: “La vedova ricca e altre storie del Cassaro”

Inaugurazione Mostra bibliografica documentale. La narrazione della vicenda particolare di un’imprenditrice ebrea e della sua comunità, insediatasi nel tessuto economico cittadino che si snodava lungo l’asse urbano principale, cuore del centro storico di Palermo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La mostra bibliografica e documentaria “La vedova Ricca e altre Storie del Cassaro. Ebrei a Palermo nel ‘400” che s’inaugurerà oggi nella Sala delle Missioni, all’interno della Biblioteca Centrale Regione Siciliana di Corso Vittorio Emanuele, sarà preceduta da incontro presso la Sala Consultazione (h.16,00), a cui parteciperanno, unitamente alla curatrice Denise Gargano – dirigente della BCRS, ideatrice del progetto che relazionerà sul percorso espositivo – alcune tra le studiose più accreditate esperte della cultura ebraica. I contributi in scaletta delle relatrici avranno per oggetto tematico le seguenti dissertazioni: Usi ebraici e medievali, Luciana Pepi; Storytelling: Ricca Sivena e le altre, Angela Scandaliato; Donne ebree: la doppia differenza, Rita Calabrese.

Come si può ben vedere si tratta di un’inaugurazione tutta al femminile, non a caso la figura attorno a cui ruota la ricerca è una donna ebrea, Ricca Sivena, fra le tante altre donne che hanno contribuito, in uno con la propria comunità originaria, allo sviluppo della società palermitana nel segno di una feconda contaminazione relazionale, pur mantenendo ciascuna comunità le proprie singolarità. Su questa narrazione si possono consultare gli studi condotti da Mariuccia Krasner che ha ricostruito la storia dell’antica comunità giudaica di Palermo nel XV secolo, ma anche la stessa Angela Scandaliato che, mediante la raccolta di fonti documentarie inedite e non, ha delineato i profili di ebree ed ebrei vissuti in Sicilia, fra i quali quello di Ricca Sivena. Partendo dalla vicenda particolare di questa imprenditrice ebrea, insediatasi nel tessuto economico cittadino che si snodava lungo l’asse del Cassaro, cuore del centro storico di Palermo, la mostra in argomento, così come viene descritta nella presentazione, “utilizzando il materiale bibliografico della BCRS, ma anche materiale documentario dell’Archivio di Stato di Palermo nonché il materiale iconografico della Galleria di Palazzo Abatellis, vuole offrire uno squarcio sulla vita, gli usi giuridici, i luoghi degli ebrei di Palermo nello scenario del Cassaro, poco prima della loro espulsione avvenuta nel 1492”.

Dal percorso espositivo documentale e bibliografico dovrebbe emergere un quadro narrativo che metta in luce il contesto meticciale di una realtà urbana costituita dalle diverse anime etniche, religiose, politiche, sociali, le quali scandivano il ritmo della la vita di una delle capitali del Mediterraneo, ch’era stata un passaggio fondamentale per lo sviluppo non solo economico del mondo conosciuto di allora, di cui il mare nostrum era il trait d'union, l’intreccio di civiltà contrassegnate dalla migranza errante: un tempo il Mediterraneo era la strada liquida percorsa in lungo e in largo, tratto distintivo di una mobilità certamente perigliosa e conflittuale, dove forze pari tra loro giocavano per l’egemonia. Adesso invece si alzano barriere a difesa delle “cittadelle d’occidente” e si ergono blocchi navali indifferenti alla morte. Insomma la narrazione della mostra documenta: da un lato, la “città animata da attività economiche, scambi commerciali, relazioni sociali a cui a diverso titolo partecipavano gli ebrei, che erano mercanti e banchieri ma anche artigiani e lavoranti”; dall’altro, il sistema amministrativo impegnato a “regolamentare i rapporti tra i cittadini autoctoni, pisani, genovesi, lombardi, spagnoli ed ebrei (gli arabi erano stati allontanati forzatamente dalla Sicilia già nel XIII secolo)”.

In un clima di intolleranza e di razzismo com'è quello contemporaneo, mettere in evidenza un'epoca in cui la pacifica convivenza fra schiatte diverse dentro le mura di una grande città non era assolutamente fatto insolito, ma regola urbana condivisa dai suoi abitanti, potrebbe essere un buon tentativo di recuperare radici, un buon viatico per far rifiorire analoghe socialità.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ebrei a Palermo nel ‘400: “La vedova ricca e altre storie del Cassaro”

PalermoToday è in caricamento