Domenica, 1 Agosto 2021
Cultura

La genesi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica nel materiale inedito della giovane studiosa palermitana Chiara Pasanisi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Dall’archivio storico dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico di Roma vengono fuori lettere commosse e inusitate cartoline che raccontano la difficile e appassionante genesi di quella che diventerà successivamente la più importante scuola di formazione per attori e registi - l’unica che rilascia un titolo di studio universitario. La scoperta è della studiosa palermitana Chiara Pasanisi che, poco prima dell’arrivo della pandemia, ha ritrovato alcuni documenti inediti che contribuiscono alla ricostruzione della storia della nascita dell’Accademia, fondata a Roma nel 1935. Un lavoro d’archivio ostinato e duraturo, che ha permesso a Pasanisi di ricostruire, comparando il materiale inedito a fonti già edite, di ricostruire il processo di creazione scenica dei primi spettacoli promossi dall’Accademia e, in particolare, i viaggi d’istruzione all’estero dei primi allievi registi in epoca fascista. Un lavoro meticoloso di ricerca e che è possibile ritrovare nel libro “L’Accademia nazionale d’arte drammatica (1935-1941)”, pubblicato dalla casa editrice Mimesis nella collana Eterotopie.

Fra i nomi di maggior rilievo che si ritrovano nel volume spiccano quelli di Orazio Costa (1911-1999) e Ave Ninchi (1915-1997), che negli anni Trenta si recarono nelle principali capitali europee come Londra, Parigi e Berlino per acquisire le pratiche sceniche messe a punto da registi come Jacques Copeau e Michel Saint-Denis. La ricostruzione e l’analisi di alcune delle esperienze con cui si misurarono gli allievi e le allieve della neonata Accademia – i saggi, i viaggi di istruzione in Europa, le prime tournée – delineano una microstoria. Singole esperienze di formazione, nascenti percorsi artistici finora poco conosciuti e spettacoli di “sperimentazione”, inscenati in un piccolo teatrino, riuscirono a influenzare i mutamenti della storia del teatro italiano fino al secondo Dopoguerra, contribuendo alla costruzione di un nuovo modello pedagogico, attorico e registico, seppure fortemente in debito con la tradizione capocomicale. Nel suo saggio, inoltre, Pasanisi inquadra le vicende dell’Accademia all’interno del panorama storico-politico del tempo offrendo un contributo storico-critico sul teatro al tempo del fascismo e ponendo altresì in luce le storture e la censura messa in atto dal regime.

L’autrice

Chiara Pasanisi sta per conseguire il dottorato in “Musica e Spettacolo” presso l’università Sapienza di Roma, dove si è laureata in storia del teatro. Palermitana d’origine, vive nella capitale da 5 anni e ha pubblicato diversi articoli scientifici nell’ambito degli studi teatrali. L’accademia: L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica è stata fondata nel 1936 dallo studioso e critico teatrale Silvio d’Amico; è l’unica istituzione statale per la formazione di attori e registi che rilascia un titolo di studio di livello universitario. È sostenuta dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dal Ministero della Cultura. Tantissimi i nomi celebri che si sono formati presso la scuola: da Vittorio Gassman ad Anna Magnani, da Gian Maria Volontè a Pierfrancesco Favino fino ad arrivare ai talenti attoriali di oggi come Luca Marinelli e i siciliani Claudio Gioè e Francesco Scianna. Pure tra i registi non mancano le firme più note, e anche in questo caso la Sicilia mette in campo nomi di spessore come il maestro Andrea Camilleri ed Emma Dante.

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