Cuddiruni e 'nfriulata al Sanlorenzo Mercato

Da venerdì 2 a domenica 4 dicembre dalle 18 al Sanlorenzo Mercato arrivano i fornai ciminnesi per condividere due dei prodotti da forno più golosi e amati del territorio: i Cuddiruni e 'nfriulata.

Cinquanta cuddiruni in mezz’ora: l’ultima volta che i fornai di Ciminna sono venuti a Sanlorenzo Mercato a portare il proprio fiore all’occhiello dell’enogastronomia locale, Palermo ha reso loro onore con un’affluenza record. Ecco perché, il 2, 3 e 4 dicembre, gli artigiani del paese dell’entroterra palermitano tornano al Mercato per una tre giorni interamente dedicata al cuddiruni, golosa focaccia simile allo sfincione, questa volta insieme alla ‘nfriulata, irresistibile panzerotto di carne e verdure legato alla manifestazione folkloristica “u Triunfu”, che si svolge a Ciminna durante i festeggiamenti dell'Immacolata.

Si comincia alle 18 di venerdì 2 dicembre, quando lo spazio eventi del Mercato ospita uno speciale showcooking con degustazione gratuita, in cui i panificatori ciminnesi mostreranno come nascono le specialità da forno del territorio amate da grandi e piccoli. Da venerdì fino a domenica, inoltre, i produttori di Ciminna rimarranno al Mercato per promuovere i propri prodotti originali, che si potranno eccezionalmente acquistare al Mercato in occasione dell’evento (Orari: Venerdì dalle 18,00 alle 21.30; Sabato dalle 18 alle 21,30; Domenica dalle 11.30 alle 14,00 e dalle 16,30 alle ore 21.30).

“U cuddiruni” è un prodotto culinario della cucina tipica ciminnese. È una focaccia (un po’ più piccola della pizza), di impasto morbido e gustoso, dal sapore forte e deciso, un profumo irresistibile. Viene realizzata bianca (senza la polpa di pomodoro) o rossa, condita con acciughe, cipolle, formaggio pecorino e mollica. In passato era consuetudine infornare il cuddiruni, quando si faceva il pane in casa, con la farina di semola di grano duro. L’impasto rimanente veniva condito per allietare la giornata dei bambini con una golosità gastronomica semplice ma sempre gradita.

Contemporaneamente, sarà protagonista anche la ‘nfriulata, una prelibatezza che ha più di duecento anni di storia e che nel suo impasto con farina di semola di grano duro nasconde un tesoro di carne tritata di maiale, polpa di pomodoro, cipolle, spezie e aromi vari. La parola ‘nfriulata dal latino infra, “nel mezzo” e lata, “nascosta”, con riferimento alla carne “nascosta” dentro la pasta del pane. Un'altra definizione potrebbe derivare sempre dal latino infriare da cui infriatam -sminuzzata-, con riferimento alla farcitura. In ogni caso, a partire dall’ipotesi di una Ciminna bizantina, la ‘nfriulata si conferma un reperto che testimonia una lunghissima tradizione.

Il paese di Ciminna fu storicamente il set per le riprese de Il Gattopardo, il celeberrimo film di Luchino Visconti con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale. Per questo già in agosto il Mercato ha accolto anche l’impegno del FAI e Siciliantica Ciminna, a salvaguardia della Chiesa Madre di Ciminna, che fu usata dal maestro Luchino Visconti per le riprese del film tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa.

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