“Atlante, l’umano del gesto”, Cuticchio e Sieni insieme al Real Teatro Santa Cecilia

Giovedì 22 dicembre alle 21 al Real Teatro Santa Cecilia con lo spettacolo “ATLANTE, l’umano del gesto”, Mimmo Cuticchio e Viriglio Sieni saranno insieme un incontro unico, occasione di una conoscenza che si svilupperà in un percorso triennale che culminerà in Manifesta 2018.

“Un grande evento internazionale come Manifesta 2018 è ormai punto di riferimento e moltiplicatore di promozione delle migliori realtà artistiche palermitane e di loro collaborazioni con altre prestigiose istituzioni, in una prospettiva di crescente internazionalizzazione di Palermo sempre più riconosciuta tra le capitali dell'arcipelago Mediterraneo". Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando in merito alla presentazione alla stampa di oggi pomeriggio a Villa Niscemi di un progetto che vede per la prima volta insieme Mimmo Cuticchio e Viriglio Sieni in un incontro unico che è l’occasione di una conoscenza che si svilupperà in un percorso triennale che culminerà in Manifesta 2018, dove ha anche partecipato l’assessore alla Cultura, Andrea Cusumano Il progetto - realizzato dalla Compagnia Virgilio Sieni, dalla Compagnia Figli d’Arte Cuticchio, Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa in collaborazione con The Brass Group e con il patrocinio del Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura - mette in campo le loro forze creative e il loro immaginario attraverso un laboratorio di 3 giorni, che si conclude con lo spettacolo “ATLANTE, l’umano del gesto”, in scena domani 22 dicembre alle ore 21, al Real Teatro di Santa Cecilia di Palermo

Un incontro che è un cortocircuito di forze, gesti sapienti e tradizioni che si confrontano all’interno di una città unica come Palermo e che si concretizza in ATLANTE_ l’umano del gesto, una serata-spettacolo intesa come la “visione di un viaggio” - il prossimo 22 dicembre, alle ore 21, - prima tappa di un più ampio progetto triennale denominato “Palermo_Arte del Gesto nel Mediterraneo_ACCADEMIA SUI LINGUAGGI DEL CORPO E L’OPERA DEI PUPI. L’incontro tra Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni è un’occasione più unica che rara. E’ l’incontro tra due mondi e due visioni: l’Opera (Opra) dei pupi e l’Accademia sui linguaggi del corpo, quasi a voler marcare un nuovo linguaggio possibile per costituire una comunità del gesto e riflettere sull’origine del movimento. Virgilio Sieni ha lavorato da sempre sul corpo del danzatore ma mai sui gesti della marionetta o sui movimenti degli Opranti. Mimmo Cuticchio ha incrociato spesso altre discipline dello spettacolo, ma mai la danza. Palermo - città di Mimmo Cuticchio dove ha sede il suo Teatro dell’Opra dei Pupi - è il luogo ideale di questo incontro, capoluogo di una regione-isola come la Sicilia e città crocevia di storie, che più di altri luoghi ha praticato nel tempo l’intreccio di molti linguaggi “creando sul territorio un chiasmo di sedimentazioni e cultura capace di generare conflitti ma anche bellezza – si legge nelle note di Virgilio Sieni - che lascia apparire la presenza di un popolo e di una sapienza. Una lezione unica sulla prossemica e l’accoglienza”.

Il progetto triennale 2016>2018 denominato “Palermo_Arte del Gesto nel Mediterraneo_ACCADEMIA SUI LINGUAGGI DEL CORPO E L’OPERA DEI PUPI” pone al centro il tema della formazione e del percorso artistico legato alla creazione di cicli coreografici attraverso una riflessione sul paesaggio e intende creare a Palermo un centro di ricerca sui linguaggi del corpo e l’opera dei pupi. “Si tratta – ha commentato l’assessore alla Cultura, Andrea Cusumano – di un progetto di ricerca che riporta su un piano internazionale la sperimentazione congiunta di due degli artisti italiani più rappresentativi nei loro rispettivi generi: danza e teatro di figura. Un progetto anno zero ma con un piano triennale più ampio e che speriamo possa essere propedeutico ad un realtà più strutturata di laboratorio permanente in futuro”

La relazione tra danza e opera dei pupi rappresenta un elemento inedito e un primo modello, unico al mondo, che guarda alla trasfigurazione dell’uomo e alla natura del gesto. ATLANTE_ l’umano del gesto (Palermo – Real Teatro di Santa Cecilia - 22 dicembre 2016). Il primo esito dell’incontro tra Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni sarà Atlante_ l’umano del gesto in scena al Real Teatro di Santa Cecilia il 22 dicembre, alle ore 21. Un viaggio nel gesto, una rappresentazione di come l’umano affiori in ogni fragilità del corpo e del pupo messi in dialogo tra loro. In scena, insieme, Cuticchio e Sieni mostreranno al pubblico lo stesso “esercizio” instaurando delle forme di dialogo tra corpo e pupo, ascolto e tattilità. Il corpo del danzatore e della marionetta saranno per la prima volta messi in dialogo in un incontro su alcuni elementi fondamentali dello stare al mondo: camminare, sedersi, cadere, voltarsi, toccare. Gesti quotidiani e essenziali che diventano campi d’indagine, un vocabolario minimo per inoltrarsi nell’umano e nella commozione.

Il Laboratorio (Palermo – Real Teatro di Santa Cecilia - 19<21 dicembre 2016). Il progetto avrà una prospettiva di sviluppo articolato tra il 2016 e il 2018 in un’ipotesi di “condivisione di percorso” con gli abitanti della città. A questo proposito, all’interno del Real Teatro di Santa Cecilia si terrà un laboratorio di tre giorni (dal 19 al 21 dicembre) condotto da Virgilio Sieni e Mimmo Cuticchio. Il laboratorio è rivolto a danzatori, attori, performer e a tutti coloro che hanno una frequentazione delle pratiche del corpo e sono interessati a sviluppare un percorso sui linguaggi della danza e l’opera dei pupi. Cuticchio e Sieni lavoreranno sull’anatomia della marionetta e sulle possibilità che il corpo del danzatore ha di appropriarsi di tecniche e azioni artistiche considerate superficialmente “non umane”.

I gruppi di lavoro saranno sempre in relazione l’uno con l’altro, a partire dai temi fondamentali per Cuticchio e Sieni:

- danza e opera dei pupi (relazione tra corpo e marionetta)

- corpo articolare e gravità

- trasmissione e tattilità.

NOTE DI VIRGILIO SIENI

Pensare a Palermo come centro di ricerca sui linguaggi del corpo e l’opera dei pupi scaturisce da un’intuizione, riflesso dell’aura che la città emana. Sembra che oggi si sia perso il senso dell’ aura, l’autorità della presenza che Walter Benjamin tratta come una qualità necessaria per un’autentica opera d’arte. La scelta di Palermo per intraprendere questa impresa che guarda alla natura arcaica della città quale fonte d’energia per i linguaggi contemporanei, scaturisce dai caratteri di “luccicanza” e dai “bagliori” di vissuto che emergono con forza dalla natura del territorio. Una città che diviene territorio aperto del passaggio e della trasmissione di valori, culture e pratiche antiche che si riversano nel mondo contemporaneo. Un paesaggio vitale e urgente, un complesso intreccio di comunità con una topografia fatta di vicinanze e luoghi che intendiamo far dialogare con l’orizzonte poetico del corpo, il gesto della danza e l’opera dei pupi. Il corpo e la marionetta rappresentano i mezzi dai quali iniziare un percorso nuovo, riflettendo insieme sul racconto del corpo e l’origine del movimento: articolazione, fragilità, incrinature, equilibrio, gravità, leggerezza, trasmissione, risonanza, sospensione. Un percorso di crescita e sviluppo della consapevolezza dell’individuo, attraverso cui il corpo, messo in azione come uno strumento spirituale e poetico, diventa capace di trasformare positivamente la relazione tra le persone e rinnovare la qualità dei luoghi, frequentandoli. Un viaggio nel gesto attraverso l’antropologia, la fisiologia, la cultura, e di come l’umano affiora in ogni fragilità e debolezza del corpo e della marionetta messi in dialogo reciproco.

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