Settimane delle culture, "A Porte Chiuse" di Sartre torna in scena al Teatro Garibaldi

Dopo il successo dello scorso febbraio (tutte le date sold out) ai Cantieri Culturali della Zisa, torna in scena lo spettacolo "A Porte Chiuse" di Jean-Paul Sartre a cura della neonata compagnia teatrale “Camera lucida”, stavolta con due tappe al Teatro Garibaldi il 16 e 17 maggio (ore 21). L'evento rientra tra quelli della "Settimana delle culture 2019". 

"A porte chiuse"

Porte chiuse-3Due donne e un uomo. Niente boia, né fuoco, né graticola o demonio. Non un luogo di orrori e torture inenarrabili, ma un salottino Secondo Impero, senza specchi né finestre, con una scultura in bronzo e un tagliacarte, è il contesto in cui si trovano ad interagire tre persone, introdotte a turno da un cameriere. Garcin, un giornalista donnaiolo, Ines, un'impiegata delle poste omossessuale ed Estelle, una ricca e mondana borghese, si incontrano in quel luogo per un disegno che nessuno conosce. Pian piano si sviluppa fra i personaggi, messi a nudo rispetto alle proprie colpe, una situazione sempre più carica di tensionein cui, si irritano sempre di più, aggredendosi a vicenda. Tre individui, ciascuno condannato a subire lo sguardo colpevolizzante, le parole accusatorie, il rifiuto, e a ricevere al contempo il desiderio non corrisposto dell'altro. Tutto si svolge come in una catena chiusa, un "circuito triangolare" senza via d'uscita dove tutto potrebbe accadere.

Un trio inseparabile dove l'altro è sia una benedizione sia una maledizione. Garcin, l'unico uomo di questo "triangolo infernale", realizzerà che l'inferno più insopportabile è la relazione con i "prossimi", i "vicini", "gli altri". Laddove si fugge alla solitudine, grazie alla presenza dell'altro, la presenza dell'altro può essere una condanna: "Il boia è ciascuno di noi per gli altri due". I tre si trovano all'inferno, un inferno fuori dalle aspettative convenzionali, luogo di tortura e desiderio reciproco, lungo un intenso rapporto fatto di scontri e approcci, interrotti dalle apparizioni mentali che baluginano sulla scorta della narrazione delle memorie personali.

In "A porte chiuse", Sartre arriva a trasmettere il suo messaggio ultimo: "L'enfer c'est lesautres", la forma più intensa di tortura si traduce in un contesto reale, e quest'ultimo è determinato dal rapporto con gli altri. Attraverso la tortura psicologica provocata e subita dalle persone, Sartre ci dice che l'inferno non è il luogo della tortura fisica eterna dettata dal giudizio divino, ma quello del giudizioimplacablile degli altri su di sé.

Scheda Tecnica

"A Porte chiuse" di Jean-Paul Sartre

Regia: Franco Reina e Chiara Torricelli
Assistente alla regia: Vittoria Spoto
Traduzione italiana rivista da Franco Reina
Scenografie: Franco Reina con la collaborazione di Davide Di Liberto Realizzate dall’indirizzo Scenografia - sez. E del Liceo Artistico Catalano

Personaggi e Interpreti
Garcin - Nanaji Shakya
Ines - Chiara Torricelli
Estelle - Alessia Boncimino
Cameriere - Lorenzo Davì (16/05) e Massimiliano Rametta (17/05)

Con il patrocinio del Liceo Artistico Catalano e del Comune di Palermo. Biglietto al botteghino: contributo 8 euro. Prenotazione valida sino a mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Info Pagina FB: associazionecamertalucida; mail: cameralucidaassociazione@gmail.com
 

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