Caos al porto, i sindacati: "Lavoratori danneggiati da scelte politiche scellerate"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Le scriventi segreterie regionali sono fortemente preoccupate per il futuro del porto di Palermo e per i posti di lavoro che rischiano sempre di più un’ulteriore irreversibile riduzione. La Stazione Marittima, un tempo vero fiore all’occhiello della città, è posta da anni sotto sequestro senza che qualcuno intervenga per far cessare le cause e ripristinarne l’uso". E' quanto si legge in una nota delle segreterie regionali Filt Cgil – Fit Cisl - Uiltrasporti.

"Le Compagnie portuali - si legge -  sono sotto amministrazione giudiziaria con tutte le gravi vicende a ciò connesse, da tempo mortificano i lavoratori che sono i veri motori del lavoro portuale e dell’economia. I lavoratori dipendenti dell’autorità portuale sono in stato di agitazione per protestare contro le scellerate scelte politiche che stanno mettendo in dubbio la loro professionalità ed i loro posti di lavoro. Infine da giorni è esplosa in tutta la sua gravità la carenza del nostro porto a fare fronte alle norme di security con l’entrata in vigore delle norme, dove è stato elevato il livello per cui si sono resi obbligatori controlli all’imbarco più mirati e quindi più lunghi. Al tal fine il nostro porto non si è adeguato con spazi idonei a fronteggiare l’eventualità, peraltro non molto remota, di dover eseguire controlli di security come previsto dalle norme di legge nazionale ed internazionale, con il rischio che adesso noi tutti ne paghiamo le conseguenze. Tutto ciò si scarica sul traffico dove anche il Comune di Palermo ha voluto dare il proprio “contributo” di caos iniziando proprio nel mese di agosto lavori che interessano il perimetro portuale, chiudendo gli accessi al porto. Ciò determina ore interminabili di coda per chi deve imbarcarsi, traffico automobilistico cittadino in tilt, proteste, liti e tensioni, stanno mostrando al flusso turistico un quadro desolante della nostra città, un danno d’immagine gravissimo. Queste organizzazioni sono fortemente preoccupate poiché tale situazione non vede sbocchi se non quello che si dirottino i mezzi altrove, per loro certamente più conveniente, dando così l’ennesimo colpo alla nostra martoriata città, ai Lavoratori portuali ed alle loro famiglie. Chiediamo che chi ne ha il potere ed il dovere intervenga senza indugi e crei le condizioni per il definitivo rilancio del porto di Palermo".

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