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Ancora nessuna soluzione per la vertenza Blutec, i sindacati: "Lavoratori appesi a un filo"

La vicenda torna all'attenzione del Mise, dove è stato riconvocato il tavolo sulla crisi del gruppo. Dai rappresentanti delle tute blu però un nuovo grido d'allarme: "Siamo seriamente preoccupati per il futuro"

La vicenda Blutec torna all'attenzione del Mise, dove è stato riconvocato il tavolo sulla crisi del gruppo. Dai sindacati però un nuovo grido d'allarme per una vicenda che si trascina da anni e che ha gettato centinaia di famiglie nell'incertezza.

"Siamo seriamente preoccupati per il futuro dei lavoratori dello stabilimento ex Fiat di Termini imerese, transitati poi a Blutec, e per l'indotto in generale. Quanto prospettato oggi durante la riunione con il viceministro dello Sviluppo economico Alessandra Todde non fa ben sperare per una soluzione positiva della vicenda, relativa alla reindustrializzazione del polo industriale termitano, che dura ormai da ben 10 anni", commentano dalla federazione Ugl metalmeccanici, con il segretario nazionale Antonio Spera e il segretario nazionale aggiunto e segretario regionale Angelo Mazzeo. 

"Sono trascorsi sei mesi - ricordano - dall'annuncio della nuova procedura e, pur comprendendo il cambio in corsa dell'intero Governo nazionale, ci avviciniamo alla data del 16 maggio senza alcuna chiarezza sulla reale consistenza del piano di investimenti per far ripartire la ex Blutec. In più stanno per scadere i termini per la cassa integrazione e non sappiamo ancora se c'è un margine per ottenere una proroga, nelle more della creazione al limite di una società controllata dallo Stato. In ballo c'è il destino di 700 operatori diretti e di circa 300 dell'indotto, che ormai da troppo tempo sono appesi ad un filo sempre più sottile in attesa di essere salvati. E' assurdo che gli altri siti in Italia ex Blutec abbiano già avviato la riconversione, mentre su Termini permane l'incertezza. Abbiamo chiesto quindi al Mise un incontro urgentissimo di presenza con le segreterie nazionali dei sindacati e, successivamente, una riconvocazione della riunione con le parti presenti questa mattina. Ci appelliamo alla politica nazionale e regionale - concludono Spera e Mazzeo - perchè non vengano spenti i riflettori su questa realtà, intensificando l'attenzione verso un problema occupazionale e sociale così importante. Adesso è arrivato il momento di non mollare più la presa, per evitare in ogni modo che la fine di questa attesa si possa tramutare in opportunità concrete e non in una pesante deflagrazione delle speranze di 1000 siciliani."

Anche Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl, e Antonio Nobile, segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani, si dicono "veramente preoccupati e arrabbiati per la situazione che si sta determinando". Per i sindacalisti "i continui rinvii degli incontri fino alla giornata di oggi hanno solo complicato la situazione. Le poche informazioni ricevute sulla solidità dei soggetti industriali fanno presagire che non verrà approvato il programma presentato dai commissari straordinari. Questo mette non solo in pericolo il processo di reindustrializzazione, ma anche la proroga della cassa integrazione, con una perdita delle tutele di reddito e un rischio occupazionale dei lavoratori”. 

"Ci è stato comunicato che il termine per l’approvazione da parte del Comitato di Sorveglianza del programma presentato da parte dell’amministrazione straordinaria è il 16 maggio 2021. L’esito del processo autorizzativo è condizionato dalla solidità economica dei soggetti industriali che hanno mostrato interessamento nell’area di Termini Imerese. E’ bene precisare che il ministero del Lavoro aveva subordinato all’approvazione del programma la proroga della cassa Integrazione straordinaria in scadenza nel mese di giugno 2021 - aggiungono - . Per le unità di Blutec (Lighting, Chemical e Engineering) sono in corso una serie di confronti e interessi espressi da soggetti industriali disponibili all’acquisizione che garantiscono il perimetro occupazionale. Per le unità Blutec si potrà procedere con le gare per la cessione solo dopo l’approvazione del programma da parte del Comitato di Sorveglianza. Per questo su nostra sollecitazione data la situazione particolarmente grave, il ministero dello Sviluppo Economico ha riconvocato il tavolo il prossimo 11 maggio e si è impegnato ad attivarsi immediatamente con il ministero del Lavoro per individuare una soluzione che consenta Termini Imerese una copertura della cassa integrazione, in modo da garantire la proroga degli ammortizzatori sociali in scadenza nel mese di giugno 2021”.

Entro quella data sarà necessario poi verificare lo stato delle manifestazioni di interesse sul sito di Termini Imerese e le soluzioni necessarie per accompagnare il processo di reindustrializzazione con tutte le garanzie occupazionali per i lavoratori. Per il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana "ancora una volta la Regione dimostra di non porre fra le priorità questa vertenza. All’incontro era presente il direttore generale del Dipartimento Lavoro che ha dichiarato di partecipare all’incontro per la sua area di competenza, quindi solo per affrontare il tema della cig. Ci aspettiamo che l’assessore al ramo e lo stesso presidente Musumeci si facciano carico della vertenza per far capire chiaramente quale politica di rilancio e sviluppo si intende percorrere per l’area industriale di Termini Imerese, fondamentale per lo sviluppo di tutto il comprensorio”.

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