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Unicredit, chiudono 8 agenzie palermitane ad agosto: "Scelta incomprensibile"

I sindacati insorgono: "Nei mesi estivi si riscontra, grazie all’afflusso massiccio di turisti, un consistente aumento delle presenze. Le città non si svuotano più"

Unicredit opta per la chiusura di 20 agenzie in Sicilia nelle due settimane centrali agosto e i sindacati attaccano: “Da un lato – si legge in una nota – si denunciano esuberi e centinaia di lavoratori hanno lasciato anticipatamente per prepensionamento il lavoro negli ultimi anni. Dall’altro ci è stata comunicata la sospensione dell’attività di sportello, nelle due settimane centrali del mese di agosto (dal 7 al 20) in una regione, la Sicilia, dove, nei mesi estivi, si riscontra, grazie all’afflusso massiccio di turisti, un consistente aumento delle presenze sommate alla circostanza che – da anni ormai – le città non si svuotano più come avveniva in passato”.

Tra le 20 filiali interessate ce ne sono 8 palermitane: Palermo Sciuti, Palermo Terrasanta, Palermo Vittorio Emanuele, Palermo Ausonia, Palermo Regione Siciliana, Palermo Viale Strasburgo, Palermo Corso Calatafimi, Palermo Facoltà D'ingegneria.

Per Gabriele Urzì, segretario nazionale del gruppo Unicredit della First Cisl ci sono incomprensibili incongruenze. "Perché nel frattempo Unicredit continua a denunciare esuberi, e  le adesioni agli esodi hanno raggiunto i numeri previsti nel piano industriale pari a 3.900 unità in tutto il territorio nazionale. Di queste circa 350 sono in Sicilia che registra il dato di adesione più basso d’Italia rispetto alla platea potenziale"

“Non solo: in Sicilia sono stati assegnati soltanto 5 – leggasi cinque - lavoratori stagionali, nemmeno uno per provincia. E’ assolutamente opportuno – conclude il sindacalista - che, al fine di garantire la normale operatività della banca, nonché un positivo turn over del personale, si proceda all’effettuazione di una congrua quota parte delle 1.300 assunzioni previste dal piano industriale nell’Isola. Inoltre nei prossimi giorni si dovrà procedere ad un attento esame dell’impatto delle uscite sul territorio, di quanti colleghi dei circa 350 lasceranno la rete e quanti le strutture di direzione, con quale distribuzione temporale di qui al 2019 e come saranno calendarizzate le assunzioni previste nel piano industriale. “
 

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