Lunedì, 26 Luglio 2021
Economia

Turismo, le Madonie riportano "a casa" gli emigrati: è il progetto “Roots n’ Tours”

L'iniziativa si rivolge a chi vive all'estero, ma vuole riscoprire le proprie origini e parte dalla valorizzazione dei territori minori e del patrimonio culturale

Rosario Turrisi - ideatore del progetto

Rilanciare e valorizzare il turismo nei territori verdi e incontaminati delle Madonie, puntando tutto sul “turismo di radice” e sul fare sistema. È questa l’idea che ha dato vita all’iniziativa “Roots n’ Tours”, presentata all’ex Convento dei Padri Riformati di Petralia Sottana, che si propone di supportare amministrazioni e soggetti privati nella progettazione e realizzazione di format e iniziative di sviluppo del turismo delle radici e di esperienza, valorizzando i territori minori, il patrimonio culturale, l’eccellenza e la storia.

“Roots ‘n Tours” ha elaborato un vero e proprio format di “viaggio per le radici” per oriundi italiani che vivono in quei paesi dove è stata massiccia l’emigrazione a partire dalla fine dell’Ottocento proseguita fino ai primi del Novecento. Un settore del marketing - quello del turismo d’origine - sempre più in crescita nei paesi europei, tra cui la Scozia e l’Irlanda, ma che in Italia non riesce a spiccare il volo. “Roots ‘n Tours” ha già implementato il modello in altre aree della Sicilia come Bisacquino, Chiusa Sclafani, Giuliana, Piana Degli Albanesi e Borgetto. In questi luoghi sono stati realizzati cinque viaggi per italo americani che hanno potuto così riscoprire le proprie origini. 

Nello specifico, un ruolo determinante lo giocherà il Gal, che intende inserire l’iniziativa nel Piano di Azione Locale tramite l’attivazione della Misura 16.3 (creazione di una rete tra imprese operanti nel settore del turismo relazionale e sostenibile). L’obiettivo è quello di mettere a sistema l’ospitalità diffusa extra alberghiera entro il 2020. Queste alcune delle attività gestite dalla rete fra operatori della filiera turistico-rurale: organizzazione di pacchetti turistici; erogazione di servizi di accompagnamento e guida; realizzazione di attività di intrattenimento, culturali, sportive e ricreative; promo-commercializzazione di pacchetto e servizi turistici; calendarizzazione coordinata di tutte le attività proposte ai turisti; infine, gestione di un unico portale o di una app per smartphone.

“I nostri paesi si svuotano sempre più e il rischio è quello di perdere memoria e cultura – ha spiegato Santo Inguaggiato, presidente del GAL (Gruppo Azione Locale) Madonie -. Il turismo delle radici ha il tentativo di portare qui, nei nostri territori, quelle persone che hanno sentito parlare dei luoghi d’origine e che ne sentono una forte nostalgia. Il nostro scopo è quello di andare a intercettare questo settore del turismo che ha ampie prospettive di crescita”.

Il “turismo di ritorno” interessa un bacino potenziale tra i 60 e gli 80 milioni italo discendenti e cinque milioni di cittadini ufficialmente residenti all’estero che desiderano ristabilire un contatto con i propri luoghi di provenienza.“Obiettivo dell’iniziativa è unire le risorse ed ottimizzare le energie di questo immenso territorio, ricco di tradizioni culturali ed enogastronomiche – ha detto Rosario Turrisi, creatore del progetto –. Molti dei nostri emigrati mantengono un legame con i loro territori dai quali provengono, molti altri invece vorrebbero riscoprire le proprie origini. Il turismo di radice, che in Italia è ancora un punto debole, può diventare il nostro punto di forza”.
 

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