Il grido d'allarme di Federalberghi: "Il turismo non è ripartito, servono sostegni"

Nicola Farruggio lancia l'Sos per il settore e definisce la situazione, soprattutto nelle città d’arte, "particolarmente complicata. Molte delle strutture cittadine continuano a restare chiuse, senza parlare della contrazione ingiustificata dei prezzi"

Foto archivio

"Che sia chiaro a tutti, il nostro settore non è ripartito, stenta a farlo". Il grido d'allarme arriva da Nicola Farruggio, presidente provinciale Federalberghi. In un lungo post su Facebook, Farruggio spiega che "la situazione che sta vivendo il comparto ricettivo, soprattutto quello delle città d’arte, resta particolarmente complicata. La mancanza dei flussi internazionali resta l’elemento essenziale di debolezza che non consente di poter contabilizzare le presenze necessarie alla sostenibilità delle aperture delle strutture, con una notevole ripercussione anche sull’indotto".

Nicola-Farruggio-2-4Secondo l'analisi di Farruggio "al momento solo i weekend, prevalentemente gettonati dai siciliani, hanno premiato le località balneari. Non possiamo però parlare di turismo, e quei pochi turisti che abbiamo potuto registrare, sono solo gocce rispetto ad un patrimonio di posti letto già sovradimensionato per numeri assolutamente differenti. Questo mese di luglio si conferma, pertanto, in città complicatissimo, e malgrado la ripartenza di alcuni collegamenti internazionali, le prenotazioni stentano ad arrivare. Molte delle strutture cittadine continuano a restare chiuse - prosegue - senza parlare della contrazione ingiustificata dei prezzi che in questa stagione non supera spesso le peggiori performance dei periodi invernali. Una riduzione dell’attività che qualora dovesse perdurare non potrà che portare ad una contrazione inevitabile della forza lavoro che nella maggior parte dei casi non è più coperta dalla cassa integrazione". Farruggio auspica "un proroga del sostegno, quanto meno per tutto il 2020, e con formule differenti che possano consentire l’operatività completa delle strutture senza penalizzare economicamente lavoratori ed imprese". 

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Crolla il turismo, per 8 strutture su 10 guadagni in calo dal 50 al 100%

Le parole di Farruggio arrivano pochi giorni dopo l'indagine condotta dal Comune sul comparto e confermano quindi i dati negativi già ventilati dall'Amministrazione. Secondo lo studio "oltre l’80% delle strutture alberghiere e ricettive di Palermo avrà una perdita di fatturato compresa fra il 50 e il 100% quest’anno a causa dell’emergenza Covid-19. A risentire maggiormente sono le piccole strutture come i b&b e le case vacanze, ma anche per gli alberghi la perdita media non sarà inferiore al 50-60%".

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