Targa di riconoscimento per le botteghe storiche e gli antichi mestieri palermitani

E' il nuovo progetto presentato da Confcommercio: "Gli esercizi commerciali tradizionali costituiscono un vero e proprio patrimonio della cultura della città"

Una targa di riconoscimento per le botteghe storiche, i locali di tradizione e gli antichi mestieri di interesse culturale, di Palermo e provincia, meritevoli di essere riconosciuti come una parte imprescindibile del patrimonio culturale e commerciale del capoluogo siciliano. E' il nuovo progetto presentato questa mattina da Confcommercio che ha firmato un protocollo d'intesa con il Comune, Salvare Palermo, Progetto Policoro, l'associazione Cassaro Alto e la cooperativa Terredamare.

“Gli esercizi commerciali tradizionali costituiscono un vero e proprio patrimonio della cultura e dell’ospitalità per le testimonianze, gli arredi e i ricordi che conservano e rappresentano una parte imprescindibile del patrimonio culturale e commerciale della città, oltre che un capitale sociale di relazioni umane, di custodia di tradizioni e di presidio del territorio – ha spiegato Patrizia Di Dio –. Nella nostra visione di città e di sviluppo della città c’è anche la salvaguardia della memoria e dell’identità del nostro patrimonio culturale, tradizionale e quanto di bello e buono abbiamo. L’Economia della Bellezza si realizza con la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale, dobbiamo far emergere la grande bellezza con cui il mondo ci identifica e che desidera conoscere, quindi valorizzazione del patrimonio culturale e della qualità della vita Made in Italy".

“Questa è la strada giusta – ha sottolineato il vice sindaco Sergio Marino – tutelando anche i luoghi di tradizione che meritano un riconoscimento, lo sviluppo di Palermo non può prescindere dalla sua storia, dalla sua cultura e dalla sua tradizione che sono beni della nostra vita. Il regolamento unico dei mercati a nostro avviso è la chiave di volta per superare anche certe regole e norme che ci bloccano, infatti dobbiamo avere il coraggio di superare il problema dei mercati in cui l’applicazione rigida di alcuni regolamenti diventa limite allo sviluppo che è poi difesa della tradizione. Deve essere chiaro che Palermo deve avere una sua identità e non può essere tutta street food, dunque ben vengano queste iniziative, ma anche quelle volte al recupero delle borgate marinare, alla piccola marineria, i pescatori, i maestri d’ascia. E perché no aprire anche agli stranieri che vivono in città e che hanno attività legate alla tradizione dei loro Paesi di provenienza. Bisogna andare avanti e cogliere la vitalità di Palermo“.

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"Coloro che vorranno candidarsi per ricevere l’attestazione nella istanza - si legge in una nota - dovranno dichiarare: 1) di esercitare l’attività da 50 anni (anche non continuativi), con la conservazione della medesima merceologia ed insegna; 2) di aver mantenuto la stessa gestione nonché sede fisica, altrimenti in sedi diverse, ma col mantenimento delle predette caratteristiche; 3) la presenza di caratteristiche architettoniche di interesse tipologico ed architettonico, localizzazione dell'esercizio in un edificio ed in un contesto urbano di particolare interesse storico, conservazione parziale degli elementi di arredo originali. La domanda di richiesta di iscrizione al registro delle Botteghe storiche, dei Locali di Tradizione o degli Antichi Mestieri di Interesse Culturale dovrà essere corredata da alcuni documenti, indispensabili per poter presentare la candidatura. La Commissione che valuterà le istanze è formata da un componente effettivo ed un sostitutivo di ciascun soggetto pubblico o privato sottoscrittore del protocollo d’intesa. Le candidature vanno inviate entro il prossimo 31 gennaio 2018 a botteghestoriche.palermo@gmail.com – info: tel. 091589430 (int.1), l’obiettivo è quello di rilasciare i primi riconoscimenti già in primavera".
 

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