Sivibus, confermati i licenziamenti: "Al Comune chiediamo clausole di salvaguardia"

L’azienda si occupa di manutenzione dei mezzi dell'Amat. Secondo Fiom, Uilm e Uiltucs "su 115 mezzi affidati alla Iveco e alla Sivibus oltre 80 risultano fermi"

Si è svolto questa mattina nella sede di Sicindustria un incontro tra Fiom, Uilm e Uiltucs per il commercio, e la Sivibus. L’azienda che si occupa di manutenzione dei mezzi dell'Amat ha confermato l’impossibilità di proseguire l’attività e di voler procedere al licenziamento di tutti i 40 lavoratori. Da domani sarà notificata la procedura alle organizzazioni di riferimento. E sempre domani si terrà un incontro con gli assessori al Lavoro, Giovanna Marano, e alla Mobilità, Giusto Catania.

"All’amministrazione comunale chiederemo clausole di salvaguardia per i lavoratori anche perché le attuali commesse dell’Amat prevedono specifiche garanzie di attuazione, come il limite di 30 km entro il quale deve insistere l’officina riparazioni e, cosa ancora più importante, una certificata professionalità dei meccanici che devono operare sui mezzi a metano", dichiara Angela Biondi, segretario generale della Fiom Palermo.

"I lavoratori della Sivibus hanno conseguito certificazioni Iveco che li hanno specializzati proprio sui bus metano. Parliamo di una media di 50 corsi di specializzazione per ogni lavoratore meccanico conseguiti da Iveco negli anni di lavoro presso l’unica azienda che ha avuto l’appalto di manutenzione degli autobus a Palermo – continua Biondi – Il Comune e l’Amat, per continuare a garantire il servizio, dovranno individuare nuove aziende che dovranno a loro volta garantire di essere in possesso dei requisiti richiesti dall’appalto. Non ci risulta che a oggi esistano altri lavoratori in possesso di questi requisiti. Nemmeno la stessa Amat”.

A causa del fermo delle riparazioni, per l'impossibilità dell'azienda di farvi fronte, secondo il sindacato su 115 mezzi affidati dall’Amat alla Iveco e alla Sivibus oltre 80 risultano fermi. "La situazione è di vera emergenza – aggiunge Angela Biondi - e va risolta al più presto. Chiederemo all’amministrazione comunale di chiamare in causa direttamente Iveco per garantire la continuità lavorativa di questi meccanici".

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