Sicilia digitale in crisi, i sindacati: "A rischio 36 lavoratori e disservizi dietro l'angolo"

La società si occupa della rete informatica della Regione Siciliana e gestisce i server dei servizi per l’impiego, delle Asp e degli assessorati. A fine mese scadono i contratti dei tecnici e del personale dei contact center

La sede della presidenza della Regine Siciliana

Nella crisi aziendale di “Sicilia Digitale”, la partecipata della Regione in sofferenza per un grave buco di bilancio, a rischiare più di tutti sono 36 lavoratori in somministrazione, i cui contratti scadono il 30 giugno. Sono tecnici informatici e personale che svolge servizio di portierato e di contact center. A lanciare l'allarme, sono Nidil Cgil Palermo e Cgil Sicilia, che chiedono il rinnovo dei contratti e ricordano "che questo personale si occupa della rete informatica della Regione Siciliana, ovvero ha la gestione totale dei server dei servizi per l’impiego, delle Asp e degli assessorati. Il rischio di un disservizio è dietro l'angolo: il mancato rinnovo del contratto potrebbe portare al collasso il sistema informatico dei centri per l'impiego, in questo periodo presi d'assalto per i tirocini  formativi gli e assegni  di ricollocazione".    

“I lavoratori sono stati definiti indispensabili per il funzionamento della partecipata dall'amministratore Dario Corona – dicono i segretari generali di Nidil Cgil Palermo e Sicilia Andrea Gattuso e Giuseppe Oliva - e si occupano di servizi essenziali senza i quali molte delle attività e delle pratiche che quotidianamente i cittadini siciliani richiedono  rischierebbero seriamente di bloccarsi”. 

I lavoratori svolgono la loro attività presso Sicilia Digitale ma sono assunti da un’agenzia per il Lavoro nazionale, la Tempor Spa, che da anni rinnova con cadenza diversa ma senza soluzione di continuità i contratti. Nidil chiede un incontro all’azienda e all’assessore all'Economia Gaetano Armao e annuncia possibili iniziative di mobilitazione. “Purtroppo il Jobs Act ha introdotto elementi di eccessiva flessibilità sull'utilizzo di questa tipologia contrattuale e ha praticamente liberalizzato il ricorso alla somministrazione di lavoro - aggiungono Gattuso e Oliva – Nonostante la giurisprudenza in materia renda complicate queste vertenze, nel momento in cui non arriveranno risposte adeguate, ricorreremo alle vie legali mettendo a disposizione, gratuitamente,  i nostri avvocati”.

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