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La crisi travolge anche la Selital di Carini, a rischio 110 posti di lavoro

L'azienda appartiene al gruppo Selcom, con sede principale a Bologna. E' stata depositata la richiesta di concordato. La Fiom: "Per la situazione di Carini e di Castel Maggiore non ci sono, allo stato, concrete soluzioni, ma forti rischi per l'occupazione"

Sarà un autunno difficile per i lavoratori della Selital di Carini. Il sito - che appartiene al gruppo Selcom di Bologna - conta 110 impiegati, che vedono il posto di lavoro in bilico.

L'azienda - che si occupa del collaudo e della produzione di apparati e sistemi elettronici e meccanici - ha circa 770 dipendenti su tutto il territorio nazionale e ieri è stata depositata la richiesta di tre distinte procedure di concordato in bianco presso il tribunale di Bologna. Si formalizza, così, l'avvio di una procedura che, per i prossimi 120 giorni, consente il congelamento d'ogni debito e la ricerca, attraverso un procedimento a evidenza pubblica, di possibili interessi per l'affitto/l'acquisizione dei siti aziendali privi di situazioni debitorie.

Nel corso di un incontro che si è svolto al ministero dello Sviluppo economico, il nuovo advisor ha confermato l'esistenza di manifestazioni d' interesse, che dovranno essere approfondite nei prossimi giorni, cosi come i contatti con i clienti e i fornitori per garantire l'attività nei prossimi mesi. Sembra però che l'unico stabilimento "salvo" dell'azienda sia quello del Bellunese. Nulla di buono all'orizzonte per le sedi in provincia di Palermo e Bologna. Preoccupazioni rilanciate dalla Fiom: "Per la situazione di Selital a Carini e di Selcom di Castel Maggiore non ci sono, allo stato, concrete soluzioni, ma forti rischi per l'occupazione. Fiom e i suoi delegati hanno dichiarato lo stato di mobilitazione permeante". Il prossimo incontro al Mise è stato fissato per l'11 ottobre.

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