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Inglese, quella lingua sconosciuta Impararlo con "A piece of English World"

In un contesto globalizzato, conoscere l'inglese è fondamentale. Se scuola e università non bastano per apprendere la lingua più parlata al mondo, businessman, studenti o semplici anglofili devono provvedere da sé. Conosciamo i titolari della scuola Apew, "A piece of English World"

"Du iu spik inglish?". Oggigiorno è fondamentale saper parlare una seconda lingua. Decisamente meglio se l'inglese. Per lavoro, studio o per acquisti consapevoli nei tanti market online, per evitare di essere convinti di comprare qualcosa in particolare e vedersene consegnata un'altra totalmente diversa. E gli italiani, in questo, sono secondi a tanti amici europei. "Vedremo un sensibile miglioramento del nostro inglese fra circa 20 anni - spiega Mariagiovanna Badessa, responsabile del sistema di gestione della qualità e progettazione della scuola Apew -. In oltre un decennio di finanziamenti Pon per le scuole si è visto solo un miglioramento minimo". Continuiamo il nostro "giro" di interviste agli imprenditori palermitani conoscendo chi lavora nella scuola "A piece of English World", la direttrice Maria Villella e la coordinatrice didattica Francesca Chiovaro.

Cos'è la Apew?
"E' una scuola privata che da oltre 10 anni si occupa di promuovere la conoscenza dell'inglese, dapprima nella sede di Villabate, poi in quella aperta a due passi dall'università, in via Antonino Alessi. Ci occupiamo di formazione grazie all'apporto di docenti madrelingua, con cognizione su tutto ciò che riguarda le certificazioni Trinity, in quanto sede accreditata, Cambridge in quanto Preparation Centre e Ielts e Toefl. Inoltre ormai da diversi anni promuoviamo anche altre lingue, dati gli enormi cambiamenti in atto sul mercato globale".

Cosa vi caratterizza rispetto ai "concorrenti"?
“ Abbiamo deciso di personalizzare il più possibile i corsi, seguendo le esigenze dei nostri studenti, con lezioni esclusivamente frontali, a scelta fra individuali o di gruppo, con orari molto flessibili. Poi permettiamo la dilazione del pagamento senza l'utilizzo di finanziarie e, una volta stabilito il livello di partenza, il corso può cominciare. Il tutto, ovviamente, dopo il test di ingresso calibrato diversamente per ogni persona. L'ente certificatore corregge i test e scopre il livello di partenza".

Quale tipologia di studenti avete?
"Abbracciamo tutte le richieste dei partecipanti, dai corsi professionali per medici ed avvocati a quelli per i principianti, dagli universitari che devono recuperare un esame andato male ai tanti giovani che si apprestano a lasciare il paese per trovare lavoro fuori. Vengono bambini i cui genitori voglio sin da subito investire nella conoscenza dell'inglese, ma anche manager affermati che magari hanno bisogno di un ripasso per gestire al meglio il proprio business, anche in relazione alle operazioni di import/export".

Di che numeri parliamo?
"Attualmente sono attivi diversi corsi di gruppo più numerose lezioni individuali e per i recuperi, dove la maggior parte studiano per andare all'estero o per business. Esattamente come la lingua, seguiamo gli andamenti dei mercati economici e per questo da un po' impartiamo lezioni anche in spagnolo, cinese, russo, giapponese, tedesco e francese. Ma ci occupiamo anche dei corsi di italiano per docenti e stranieri che dovranno insegnarlo nelle scuole".

Dalla vostra esperienza, come valutate l'insegnamento dell'inglese nelle scuole?
"Estremamente carente. Per quanto ci siano docenti preparati, è una figura che concettualmente manca. Riteniamo che siano stati fatti, sino ad ora, scarsi investimenti in termini di risorse e quello che c'era è stato utilizzato male. Tredici anni di fondi strutturali europei Pon sono serviti a ben poco e lo si vede dal minimo miglioramento registrato.  Pubbliche o private che siano le scuole, in media, il livello è basso. Anche perché lo studio di una lingua non è lo stesso di una qualunque altra materia: i tempi di apprendimento sono individuali".

Serve una "tredicesima" per studiare da voi?
" Assolutamente no, poiché i costi rientrano nella media. Come già detto diamo la possibilità di pagare un poco alla volta e quindi gli studenti, o comunque gli utenti, in genere si sentono abbastanza incoraggiati e coccolati anche da questa comoda opportunità. Dal passaparola e dal feedback che raccogliamo dai nostri studenti i segnali sono molto incoraggianti, molti ritornano  e mandano anche i loro amici e parenti".

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