Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Meno di 25 giorni ai licenziamenti: Almaviva, secondo giorno di sciopero

Con indosso le magliette blu simbolo della vertenza, i manifestanti hanno sfilato in corteo da via Libertà fino alla sede della Prefettura: "Il tempo stringe"

Secondo giorno di sciopero per gli operatori del gruppo Almaviva, che con indosso le magliette blu simbolo della vertenza con scritto "siamo tutti Almaviva", hanno sfilato in corteo da via Libertà fino alla sede della Prefettura. I lavoratori chiedono lo stop alle procedure di licenziamento (1.670 solo a Palermo), che sono state riaperte dopo l'esito del referendum sulla proposta di accordo raggiunta da azienda e sindacati.

I manifestanti (dopo la protesta di ieri con blocchi stradali davanti alle due sedi) hanno dato vita a un lungo serpentone umano intonando cori come “il lavoro non si tocca” e “siamo tutti Almaviva”. Cosi a meno di 25 giorni dal licenziamento, i sindacati chiedono l’impegno delle istituzioni nazionali affinché riprendano subito il filo delle trattative sulla vertenza: “Un impegno per riportare al tavolo nazionale le parti, soprattutto da parte del Mise che dopo il referendum non ha più preso posizione sulla vertenza - dicono Francesco Assisi segretario Fistel Cisl e Eliana Puma Rsu Almaviva -,non vorremmo che il voto espresso dai lavoratori fosse colto dal Ministero come una occasione per togliersi dall’impaccio”.

“Cresce la tensione - protestano i sindacati - siamo davvero agli sgoccioli a questo punto, è necessario inoltre far sentire la voce dei lavoratori a Roma con una manifestazione nazionale che coinvolga non solo le sedi a rischio, ma tutti i dipendenti Almaviva, in gioco infatti c’è il futuro di tutti”.

“Palermo non può permettersi un altro caso Fiat  - commenta Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani - un abbandono cioè di una grossa realtà industriale, a questo punto bisogna superare questa fase di stasi della vertenza e mettere in campo interventi straordinari e urgenti, il governo dia segnali concreti che vadano oltre gli annunci, come la riforma dell’articolo 24 bis sulle delocalizzazione, l’avvio di tutti quegli strumenti economici e normativi per rilanciare il settore strategico, i lavoratori non possono essere ostaggio della mancanza di regole, il tempo stringe si passi ai fatti”.

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