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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia

Call center Wind|3, lavoratori in ansia per la cessione: sciopero di otto ore e corteo

I lavoratori partiranno alle 9,30 da corso Vittorio Emanuele e raggiungeranno piazza Indipendenza. Nel capoluogo siciliano sono 300 i lavoratori impiegati nel servizio di customer care 133, che sarà ceduto. L'azienda ha assicurato che non ci sarà alcun licenziamento

Confermato lo sciopero di otto ore dei lavoratori del call center Wind|3 indetto dai sindacati di categoria, Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil, per domani per protestare contro l’ipotesi di cessione di ramo d’azienda del servizio 133. Nel capoluogo siciliano sono 300 le persone che ci lavorano e che hanno paura di perdere il posto anche se l'azienda ha assicurato che non ci sarà alcun licenziamento. 

Scenderanno in piazza alle 9,30, ora in cui si sono dati appuntamento in corso Vittorio Emanuele all’altezza dei Quattro Canti. Da lì partirà il corteo che raggiungerà la sede della Presidenza della Regione in piazza Indipendenza, dove i sindacati chiederanno un incontro a palazzo d’Orleans. 

La protesta andrà avanti anche nei giorni successivi: per il prossimo 20 giugno i rappresententanti dei lavoratori annunciano una notte bianca, con tanto di fiaccolata a piazza Verdi davanti al teatro Massimo, dalle 21 alle 24. 

Oggi, alle 18, l’assessore regionale alle Attività produttive Lo Bello incontrerà i sindacati. “Ribadiremo il nostro no a questa ipotesi di cessione – spiega Tania D’Agostino segretario organizzativo Fistel Cisl Sicilia e Rsu Wind|3 -,  gli indici macroeconomici dell’azienda relativi ai primi 3 mesi 2017 viaggiano con valori in incremento esponenziale, per questo non comprendiamo la scelta di cedere il ramo del servizio customer care, attivando un processo di ‘precarizzazione’ per tutti i lavoratori. Noi continueremo a protestare per esprimere il nostro dissenso”.  

“In questi ultimi anni– scrivono i sindacati in una lettera inviata alla Regione - l’attivazione di questa procedura nel settore ha portato alla perdita di posti di lavoro, all’incremento di una conflittualità legale di durata pluriennale e all’abbassamento del salario e dei diritti dei lavoratori”. Da qui la richiesta di “un coinvolgimento del Presidente della Regione per un forte intervento istituzionale sul Governo nazionale e sul Consiglio europeo al fine di ‘bloccare’ questa iniziativa che riveste un ruolo palesemente speculativo”, Da domani inoltre fino al 25 giugno i sindacati hanno indetto l’astensione della reperibilità, del lavoro programmato notturno e delle prestazioni aggiuntive.  

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