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Nuovo sciopero per i lavoratori dei supermercati, i sindacati: "Basta tagli sui lavoratori"

Sabato si terrà la seconda giornata di sciopero nazionale del commercio indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. L’appuntamento è a partire dalle 9 davanti al centro commerciale La Torre

Non accenna a fermarsi la protesta dei lavoratori del commercio. Sabato si terrà la seconda giornata di sciopero nazionale del commercio indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. A Palermo l’appuntamento è a partire dalle 9 davanti al centro commerciale La Torre, “luogo simbolo – spiega Marianna Flauto alla guida della Uiltucs Sicilia – perché sono presenti aziende che aderiscono alle tre associazioni datoriali con cui è in corso la vertenza”. 

Una simile azione di protesta era stata attuata lo scorso 7 novembre. "La vertenza  - spiegano i sindacati - è scoppiata contro la mancata volontà di Federdistribuzione di firmare il contratto nazionale e della Distribuzione cooperativa e Confesercenti di rinnovare quello scaduto a dicembre 2013. Una situazione che crea il paradosso di trattamenti differenti tra i dipendenti che lavorano negli stessi settori. Se le aziende di Confcommercio erogano ai dipendenti circa 1.300 euro lordi in più all’anno, quelle aderenti a Federdistribuzioni dopo quasi due anni di trattativa ancora non hanno firmato alcun contratto né riconosciuto ai lavoratori l'aumento contrattuale previsto dal contratto di riferimento del commercio ovvero dal contratto siglato a marzo tra Confcommercio, Filcams, Fisascat e Uiltucs. Paradossale che a non firmare il contratto e quindi a garantire gli aumenti siano le grandi catene aderenti a Federdistribuzione come Auchan, Sma, Zara, Coin Oviesse, Ipercoop, Leroy Merlin. Anche sabato in tutta l’Isola saranno organizzate manifestazione di protesta. Per le unità produttive che nella giornata di sabato non svolgono attività, l'astensione è prevista per venerdì 18 dicembre".

La trattativa va avanti praticamente da due anni e vede i sindacati sul piede di guerra per diverse altre questioni, a cominciare dalle “continue disdette della contrattazione integrativa aziendale che determinano un forte peggioramento di diritti e ulteriore perdita salariale e le condizioni di lavoro in punti vendita aperti 365 giorni all’anno, spesso 24 ore al giorno”. I lavoratori denunciano poi che "la distribuzione cooperativa vuole tra l’altro ridurre la maggiorazione per il lavoro domenicale e straordinario e riconoscere in misura inferiore i permessi retribuiti per i dipendenti delle piccole cooperative". “I lavoratori sanno che questa protesta arrecherà disagio – si legge in un volantino - a chi in questi giorni di Natale andrà a fare acquisti, ma siamo certi che il cliente comprenderà che non c’è altro modo di farsi ascoltare. Siamo sicuri che anche il cliente vuole entrare in punti vendita in cui è certo che la dignità di chi lavora non sia messa in discussione”. 

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