Effetto Black Friday, i saldi non decollano in Sicilia: negozi schiacciati dall'e-commerce

Picarella (Confcommercio): "Sconti spesso iniziati sottobanco, ma per il 49% giusto farli cominciare prima. La ripresa? E' lontana, tra commercianti notevole sfiducia"

La corsa all'acquisto in Sicilia non  c'è stata. Nell'Isola dove la stagione delle vendite sotto costo è  scattata all'indomani di Capodanno, il 2 gennaio, in anticipo rispetto al resto del Paese, chi si aspettava una partenza con il 'botto' è  rimasto deluso. Complice forse l'effetto 'Black Friday' e le compere  natalizie, le file nei negozi sono rimaste un lontano ricordo. Almeno  per i più. Perché in affanno sono soprattutto i piccoli negozi  schiacciati dalla concorrenza dell'e-commerce e da centri commerciali  e grandi outlet. "La ripresa resta lontana - dice all'Adnkronos il  presidente di Confcommercio Sicilia, Francesco Picarella - e tra i  nostri associati abbiamo registrato una notevole sfiducia".

A più di una settimana dall'avvio degli sconti, infatti, l'andamento  delle vendite mostra discontinuità. "In alcune province c'è stato un  incremento, in altre addirittura una leggera diminuzione, ma direi che siamo in linea con i dati dello scorso anno". Uno studio condotto in  tempo reale da Confesercenti Sicilia, intervistando un campione di 200 esercenti del settore moda e calzature, fotografa una situazione  stagnante. Per il 59 per cento dei negozianti, infatti, le vendite  sono uguali a quelle dello scorso anno, per il 13 per cento degli  intervistati, invece, sono in calo e solo un 2 per cento considera  l'andamento "molto buono". Una voce flebile confinata, peraltro, solo  in due province della Sicilia orientale: Ragusa e Siracusa. Per il  resto, il feedback imperante che arriva dai commercianti è quello di  "una ripresa quasi inesistente".

Previsioni buie anche tra gli esercenti delle province  che lo scorso anno avevano espresso toni ottimistici. Ad Agrigento, ad esempio, nel 2018, l'80 per cento degli intervistati aveva segnalato  un aumento delle vendite. Quest'anno a vedere positivo è solo il 30  per cento e lo stesso accade anche a Enna che lo scorso anno aveva  'sorriso' in periodo di saldi con un 62,50 per cento di negozianti che dichiarava un aumento delle vendite. A rimanere uguale secondo la  categoria è anche il budget di spesa pro capite destinato agli  acquisti e che non è ancora da fine crisi. Per i saldi invernali,  infatti, in Sicilia è prevista una spesa pro capite compresa tra i  110/125 euro e di 230/260 a famiglia, al di sotto rispetto ai dati  nazionali (140 euro di spesa pro capite e 325 euro a famiglia).

"L'anticipo dei saldi al 2 gennaio, tanto voluto dall'assessorato  regionale alle Attività produttive - dice Picarella -, non ha prodotto la risposta auspicata e al momento le vendite restano nella media  dell'anno scorso". Ma la stagione delle vendite sottocosto continua a  essere "una opportunità per i nostri commercianti che, però, non  riescono a dare l'impulso voluto". Saldi 'annacquati'. Dalle vendite  on line, innanzitutto. La crescita dell'e-commerce è considerata  "negativa" dal 63 per cento dei negozianti siciliani. Con alcune  eccezioni. Come a Catania dove l'83,33 per cento dei negozi la  crescente diffusione delle vendite online non rappresenta più un  problema per l'impresa. Ed è così, anche se in percentuali più  ridotte, a Palermo (40 per cento) e Ragusa (44 per cento).

A 'drenare' risorse altrimenti destinate ai saldi è  anche il Black Friday. O almeno così la pensa il 68 per cento dei  commercianti intervistati dal Confesercenti Sicilia. Anche se a  guardare i dati delle singole province si scoprono abitudini diverse  dei consumatori. Così se a Messina, per esempio, il giudizio in questo senso è unanime (per il 60 per cento dei neogzianti il venerdì nero ha drenato "molte" risorse, per il restante 40 "abbastanza"), ad  Agrigento il 70 per cento considera che non abbia pesato per nulla  sugli effetti benefici dei saldi rispetto agli incassi. Sulla stessa  lunghezza d'onda anche Catania (66,67 per cento), mentre Palermo è  spaccata a metà.

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E l'avvio anticipato dei saldi? Per il 49 per cento dei commercianti  in Sicilia è una misura corretta, per il 25 per cento un errore.  "Occorre cambiare, rivedere le strategie dei sindaci sulle vie del  centro città e probabilmente anche cominciare un percorso, condiviso  da tutte le associazioni, sui saldi, che ormai, piaccia o no, vengono  spesso cominciati sottobanco prima del previsto e poi superati e  sopraffatti dalle vendite on-line", conclude Picarella.

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