Confintesa: si riqualifichi il personale a e b già in forza alla regione Sicilia

Si assiste periodicamente alla riproposizione da parte dei politici siciliani del tormentone “Dipendenti Regionali in Sicilia”: sono troppi, sono poco qualificati, non sono digitalizzati. Gli strali in realtà sono rivolti principalmente a due categorie, A e B, essendo prossimi alla pensione ormai la maggior parte dei dipendenti di categoria C e D.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Si assiste periodicamente alla riproposizione da parte dei politici siciliani del tormentone “Dipendenti Regionali in Sicilia”: sono troppi, sono poco qualificati, non sono digitalizzati. Gli strali in realtà sono rivolti principalmente a due categorie, A e B, essendo prossimi alla pensione ormai la maggior parte dei dipendenti di categoria C e D. Torniamo un attimo indietro nel tempo. Chi sono questi dipendenti A e B? Alla fine degli anni Ottanta o anche nei Novanta, per questi giovani l’unico scenario possibile sarebbe stato quello di abbandonare la propria terra, lasciare le proprie famiglie. Invece, entrarono nella spirale del precariato senza nessuna raccomandazione. Il fatto è che quando erano ancora precari il gioco doveva finire alle prime tornate elettorali e liberarsene. Ma diventava bacino di voti che faceva troppa gola per lasciarlo andare. Perciò a questa massa del sottobosco della manovalanza regionale fu fatta l’assunzione che prevedeva un prezzo da pagare, l’abbassamento del livello delle qualifiche dell’assunzione (precaria) precedente. Oggi sono 1.000,00 € al mese se sei A e poco più se sei in B. Trenta anni di amaro in bocca perché sai che quel premio spettava a te per il lavoro svolto e non al tuo dirigente o collega funzionario che a mala pena era capace di capire di che si trattasse.

La frustrazione di non potere dimostrare quello che vali. Quello che conti. Che tu ci sei. Che ci hai messo tutto l’impegno, che vuoi solo che ti spetti quello che è giusto. Chi sta continuando a lavorare nelle proprie postazioni per fare avanzare i procedimenti amministrativi e per fare in modo che non si interrompano? Dov’è la loro ricompensa? È forse nelle parole del loro amato Presidente che non teme, senza veli, di definire inutile questo personale che ha lavorato nelle trincee dei CPI, nelle foreste dei Fondi Comunitari, nei cunicoli delle Motorizzazioni e in tanti altri uffici senza alcuna formazione fornita dal proprio datore di lavoro? Dobbiamo raccontare di come molti corsi di formazione sono stati interdetti a queste persone? Perché in quel caso non se ne aveva la qualifica appropriata per potervi accedere, mentre la stessa qualifica era sufficiente per assumere carichi lavorativi di un certo peso! E questa massa di persone ha sempre accolto ogni inevitabile cambiamento tecnologico, mettendo in moto quelle capacità cerebrali che tutte le istituzioni vorrebbero negargli: hanno imparato a lavorare con le molteplici piattaforme e i sistemi informativi ormai imprescindibili: IRIDE, SIC, GEKO, BDNA, CARONTE, SILAV, SIAN, SISTER, URBIX, UNILAV, etc. Molte volte hanno fatto squadra con i colleghi delle categorie superiori. Non hanno guardato a ciò che rientrava tra le loro competenze e cosa no. Si è lavorato per raggiungere l’obiettivo. Perché questi A e B non hanno voluto lasciare da soli i loro dirigenti. I dipendenti regionali sono poco più di 12.000, numero dal quale è escluso il comparto della Dirigenza (1.350 dirigenti). I giudici contabili fanno notare come, in Sicilia, la consistenza totale del personale “in valore assoluto, risulta superiore a quella dell’intera area Nord”.

Eppure il Governo Regionale ha deciso di aprire i battenti alle nuove generazioni, avviando i concorsi per l’assunzione di nuovo personale. Queste assunzioni, stanno portando purtroppo a riorganizzare i vecchi dipendenti A e B con un trucco: stipendio invariato, responsabilità maggiori. E questa è una vergogna sociale. Il via libera ai concorsi è d’obbligo, perché altre generazioni non paghino le ingiustizie (e i ricatti) che siamo stati costretti a subire noi. Ma prima di assumere è moralmente giusto procedere alle riqualificazioni, meno dispendiose per le casse pubbliche. Per quale oscuro motivo la Regione – conoscendo le competenze, le professionalità, le capacità e le esperienze del personale regionale già collocato nelle categorie A e B che da decenni espleta mansioni superiori per erogare i servizi all'utenza in maniera efficiente, non ha attivato i percorsi previsti dalla legge per le progressioni verticali? Per quale motivo la riclassificazione, prevista già dal 2018, non è stata portata avanti nei fatti, ma sempre rimandata e ostacolata? Confintesa Federazione Dipendenti Regionali A e B, chiede che sia posta in essere una RIQUALIFICAZIONE che valorizzi il personale interno per dare voce a chi da solo resta imbavagliato nei grovigli di ragionamenti viziati e clientelari.

Queste le dichiarazioni di Antonio Russo Segretario Regionale e dei Segretari Regionali Aggiunti Ignazio Martines e Rosanna Rizzo. 

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