Economia

La Regione non paga le imprese e l'Ance minaccia una pioggia di ricorsi, l'assessore Armao: "Fondi sbloccati"

Numerose le proteste delle associazioni di categoria che rappresentano le aziende che stanno svolgendo lavori per la pubblica amministrazione regionale senza ricevere i compensi pattuiti nei tempi previsti. Il problema, però, per la Regione sta nella legge sulla contabilità pubblica recepita "senza modifiche" dallo scorso governo Crocetta

Una pioggia di ricorsi sulla Regione per i ritardi e i mancati pagamenti alle imprese edili della Sicilia. È quanto annuncia il presidente di Ance Palermo, Massimiliano Miconi. "Stiamo unendo le forze di tutte le associazioni territoriali per fare fronte comune, dato che questo è un problema che riguarda imprese di costruzioni ed immobiliari di tutta la regione – dice Miconi –. Il nostro intento è quello di mettere le imprese nelle condizioni economiche di potere fare causa nelle forme di legge e di contratto alla Regione per i danni provocati da questi ritardi". Nei giorni scorsi anche altre sezioni territoriali dell'Ance erano intervenute sulla questione. "Da ben dieci mesi la Regione non versa un centesimo nelle casse delle imprese che stanno svolgendo la propria attività per la pubblica amministrazione, mettendo in ginocchio un intero comparto", ha scritto in una nota il presidente di Ance Agrigento, Carmelo Salamone. 

Miconi ha anche inviato una nota agli assessori regionali alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, ed ai Beni Culturali, Alberto Samonà, e, per conoscenza, all’assessore all'Economia, Gaetano Armao, per segnalare che molte delle imprese associate ad Ance Palermo lamentano uno stallo nei pagamenti da parte degli stessi assessorati. "È un problema che abbiamo segnalato ripetutamente con note e lettere ufficiali con le quali abbiamo chiesto di sbloccare i pagamenti ma non abbiamo ottenuto mai alcuna risposta formale - spiega Miconi -. Siamo subissati da segnalazioni da parte delle nostre imprese associate per i mancati introiti. Le nostre imprese sono creditrici, in alcuni casi, per lavori gia? eseguiti e collaudati da piu? di un anno, con gravi sofferenze e rischiando pesanti esposizioni bancarie. Importi significativi per le piccole e medie imprese del nostro sistema, che rischiano di essere pesantemente danneggiate da questa assurda e prolungata inerzia". 

Armao, però, annuncia lo sblocco dei fondi necessari per risolvere l'impasse. "Ieri ho informato la Giunta regionale che su 3 miliardi e 600 milioni di euro di residui siamo riusciti a sbloccare ben 3 miliardi e mezzo. I mandati di pagamento sono già in corso, mancavano solo quelli di alcuni dipartimenti che non avevano ancora sbloccato i residui. Adesso si potrà procedere anche con quelli rimasti inevasi".

Il problema dei ritardi e dei mancati pagamenti ha assunto una forte valenza politica nello scontro tra maggioranza e opposizione all'Ars. “La Regione sta accumulando ritardi pesantissimi nei pagamenti alle aziende e nel trasferimento alle pubbliche amministrazioni delle somme necessarie al pagamento di forniture e servizi - ha scritto in una nota il capogruppo regionale del Pd, Giuseppe Lupo -. Diverse associazioni di categoria stanno facendo sentire la loro voce e stanno rappresentando il disagio di imprese che non riuscendo neppure ad accedere al credito ‘girando come garanzia’ le fatture della Regione, sono costrette a licenziare se non addirittura a chiudere. Queata situazione è inaccettabile, il governo Musumeci sta affossando il nostro tessuto imprenditoriale".

Dura la replica di Armao alle parole dell'esponente del Pd: "Lupo piange sul latte versato dal Pd e dal precedente governo. Oggi, infatti, scontiamo gli errori del governo Crocetta che nel 2015 ha recepito il decreto legislativo sulla contabilità pubblica senza alcuna variazione, imponendo alla regione siciliana regole generiche valide anche per i comuni. Una circostanza che ha causato danni incalcolabili alla Sicilia".

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