Rischio rapina in banca, Urzì (Fabi): "Fenomeno in diminuzione ma non bisogna abbassare la guardia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Come in tutte le attività lavorative anche il “posto in banca” comporta dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori: rischi legati all’ambiente di lavoro, alle apparecchiature, alle modalità operative e all’organizzazione del lavoro. Nel comparto bancario sono, inoltre, presenti una serie di rischi “trasversali”, nocivi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, tra i quali quello più intrinsecamente collegato al mondo delle banche è il rischio rapina. E’ quanto emerge da uno studio della FABI di Palermo elaborato sulla scorta dei dati pubblicati dal Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2018 redatto dall’Ossif ,il centro di Ricerca dell'ABI sulla Sicurezza Anticrimine. “Dal 2005 il rischio rapina è considerato un rischio specifico del settore bancario – afferma Gabriele Urzì Segretario Provinciale FABI Palermo e Responsabile Salute e Sicurezza FABI Palermo - e rappresenta per il lavoratore un rischio generico aggravato in quanto colpisce, per ragioni di lavoro, il dipendente in modo più rilevante che non gli altri cittadini. Fortunatamente i dati, elaborati dall’Osservatorio Provinciale Salute e Sicurezza della FABI di Palermo su dati OSSIF 2018 mostrano un calo consistente dei fenomeni criminosi a danno delle banche, ma non bisogna abbassare la guardia - continua Urzì. “I buoni risultati raggiunti sono merito delle sinergia tra Aziende, Sindacato e Forze dell’Ordine, al fine di adottare tutte le misure più idonee per la prevenzione degli eventi criminosi. A livello nazionale, comparando il 2017 in cui si erano verificate 546 rapine, con il 2016 (sono gli ultimi dati ufficiali certi), il calo è pari al 31,7%. In particolare in Sicilia c’è stata una riduzione del 70% (28 rapine nel 2017). A Palermo la diminuzione è stata del 52% (16 rapine). I colpi si sono concentrati per oltre il 20% nella fascia oraria dalle 15 alle 16 e nel 44,6% dei casi a partecipare sono stati due rapinatori. Nel 52,9 % dei casi è stata adoperata un’arma da taglio e nel 57,9% dei casi l’evento criminoso è durato meno di 4 minuti e nell’86,4% dei casi la via di accesso è stata l’ingresso principale. Sono dati in diminuzione, ma il rischio è sempre dietro l’angolo”.

Palermo 22 novembre 2019

Gabriele Urzì Segretario Provinciale FABI Palermo Responsabile Salute e Sicurezza FABI Palermo

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