Giovedì, 18 Luglio 2024
La classifica

Rincari negli hotel nell'ultimo anno, Palermo è seconda: +35,9%

L'indagine dell'Unione nazionale consumatori in base agli ultimi dati sull'inflazione resi noti dall'Istat. In Italia l'aumento medio è stato del 13,6% tra maggio 2022 e maggio 2023

L'Unione nazionale consumatori ha stilato la classifica completa delle città con i maggiori rincari per quanto riguarda servizi di alloggio, di ristorazione, cibo e bevande, elaborando gli ultimi dati Istat pubblicati ieri relativi all'inflazione tendenziale di maggio. Per i Servizi di alloggio, ossia alberghi, motel, pensioni, bed and breakfast, agriturismi, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù, se costano in media nazionale il 13,6% in più rispetto a maggio 2022, in alcune città il balzo è assai maggiore. A Firenze, che vince la classifica, il rialzo annuo è del 53%, quasi 4 volte il dato italiano.  Al secondo posto Palermo, con un incremento del 35,9%. Medaglia di bronzo a Milano con +27,7%.

Appena giù dal podio Olbia Tempio (+27,2%), seguita da Venezia (+25,5%), Roma, al sesto posto con +20,9%, poi Ravenna (+20%), Caserta (+19,4%) e Treviso (+17,9%). Chiude la top ten Pisa con +17,8%. Sull'altro versante della graduatoria, 5 città sono in deflazione. La più virtuosa è Torino con -13,8%, al secondo posto Caltanissetta con -8,9%, al terzo Rimini, con -7,7% e che evidentemente risente del crollo della domanda e delle disdette seguite all'alluvione.  

Per i Servizi di ristorazione, ossia ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, gelaterie, prodotti di gastronomia e rosticceria, i divari tra le città sono meno clamorosi rispetto agli alberghi. A fronte di un'inflazione annua pari, per l'Italia, al 6,5%, a Viterbo il conto del ristorante sale del 15,3% rispetto a un anno prima. Al secondo posto Brindisi, con +12,3% e al terzo Cosenza, +11,5%. Dove si risparmia di piu invece è Trapani (+3%), in seconda posizione Ancora (+3,2). Al terzo posto Terni (+3,4%).

Per i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche, aumentati in Italia dell'11,8%, equivalenti ad una mazzata pari in media a 665 euro in più su base annua, in molte città è andata ben peggio. A guidare la classifica della città peggiori è Ravenna, dove per cibo e bevande si sborsa il 15% in più rispetto a maggio 2022. Al secondo posto Cosenza, con una variazione dei prezzi del 14,6%, al terzo Grosseto dove mangiare e bere costa il +14,5% in più. Per le migliori vince Catanzaro (+8%), seguita da Brescia (+8,7%) e Aosta (+9,2%).

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