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Venerdì, 21 Giugno 2024
Infrastrutture

Rimodulazione del Pnrr, Ance: "In Sicilia servono 10 miliardi per 138 opere incompiute"

L'appello dell'associazione costruttori edili nella giornata in cui il ministro Fitto presenterà ai Governi regionali un'informativa che comprenderà anche una revisione concordata dei Piani nazionali e regionali a valere sui fondi europei di Coesione

Oggi, in Conferenza Stato-Regioni, è previsto che il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, presenti ai Governi regionali un’informativa sul Piano di rimodulazione del Pnrr, oggetto di trattativa in corso con la Commissione europea, che, così come il ministro aveva annunciato nei giorni scorsi a Palermo, comprenderà anche una revisione concordata dei Piani nazionali e regionali a valere sui fondi europei di Coesione - Pon, Poc, Psc (ex Fsc e Fas) e Fesr 2014-2020 e 2021-2027. L'obiettivo è ottenere interventi sui territori che siano omogenei, collegati fra loro e in continuità con gli investimenti infrastrutturali avviati con il Pnrr e il Fondo nazionale complementare, consentendo anche di spendere tutto e nei tempi stabiliti.

Ance Sicilia, "condividendo questa logica", auspica che "il Governo regionale presenti una proposta che, mettendo insieme tutte le risorse non spese delle precedenti programmazioni, i residui di spesa risultanti dai riaccertamenti di bilancio e anche parte della nuova programmazione, rimoduli gli stanziamenti e destini almeno 10 miliardi di euro al completamento e alla realizzazione dei numerosi assi di collegamento interni connessi alle principali opere strategiche, sulle quali il Governo nazionale ha puntato per inserire la Sicilia nei corridoi transeuropei e mediterranei, cioè l’Alta velocità Palermo-Catania-Messina, i porti, gli aeroporti, le Zes e il Ponte sullo Stretto di Messina". Ance Sicilia, quindi, ritiene "prioritario reperire con urgenza" i finanziamenti necessari a sbloccare le 138 opere incompiute censite dalla Regione, a completare gli assi principali ferroviari (raddoppio Cefalù-Messina e anello ferroviario del Sud-Sicilia da Pozzallo a Trapani), a chiudere l’anello autostradale al Centro e al Sud dell’Isola (Nord-Sud e Gela-Castelvetrano), a contribuire all’integrazione della copertura finanziaria del Piano di investimenti Anas in Sicilia, a dare copertura finanziaria ai nove Accordi quadro per la manutenzione delle strade interne dell’Isola.

Sono tutti assi di collegamento che, ricorda Ance Sicilia, negli anni passati sono stati messi da parte e non finanziati. "Piuttosto che puntare su pochi grandi progetti strategici - dicono dall'associazione dei costruttori edili - la Sicilia ha disperso la programmazione dei fondi strutturali e di Coesione 2014-2020 in tanti interventi minori che non hanno fornito i risultati attesi in termini di sviluppo strategico dell’Isola e, nonostante ciò, dopo ben 9 anni e a sei mesi dalla scadenza ultima, ancora deve spendere oltre il 40% del budget". In più, Ance Sicilia osserva come la nuova programmazione 2021-2027 "obiettivamente sia stata messa a punto dal precedente governo in una situazione generale e in relazione a un contesto socio-economico totalmente diversi dagli attuali, superati come sono dall’evoluzione della crisi energetica e inflazionistica e della geopolitica".

Pertanto, Ance Sicilia ritiene che "non si possa attendere la revisione annuale del Comitato di sorveglianza per attualizzare la programmazione dei fondi di Coesione e che si debba cogliere l’opportunità offerta dal ministro Fitto per arrivare all’appuntamento del 2027-2030 con una completa, efficiente, veloce e armonica rete di collegamenti che consenta finalmente alla Sicilia di assumere quel ruolo di hub logistico del Mediterraneo che la Commissione europea le ha assegnato".

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