Rivalutazione delle pensioni bloccata dal 2011, parte da Palermo la class action per i rimborsi

Lo studio legale Damiani&Damiani sta preparando un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo: "Violato il principio del giusto processo". Può partecipare chi è andato in pensione entro l'1 dicembre 2012 e, in quell'anno, ha percepito più di 1.088 euro al mese

Parte da Palermo la class action dei pensionati che, a partire dal 2011, hanno subito il blocco della rivalutazione automatica degli importi dovuti dallo Stato. Lo studio legale Damiani&Damiani sta preparando un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo per ottenere il rimborso degli arretrati negati. Allo scopo di risanare il deficit e rilanciare l’economia, infatti, lo Stato ha azzerato, per gli anni 2012 e 2013, la rivalutazione automatica degli importi delle pensioni superiori a 1.088 euro circa.

"La Corte Costituzionale italiana con la sentenza 250 del dicembre 2017 - spiega a PalermoToday Irene Damiani - ha posto la parola fine ai rimborsi sugli assegni delle pensioni dovuti con la rivalutazione ma ha anche aperto le porte al ricorso perchè viola il principio del giusto processo, un principio di diritto per il quale l'Italia è già stata richiamata al rispetto dalla Corte europea per i diritti umani per altre vicende. Quindi, la partita è tutta da giocare". 

Al momento, sono 25 i pensionati palermitani, provenienti da Caf o Patronati, che hanno aderito al ricorso lanciato dallo studio legale. "Chi volesse unirsi - continua Irene Damiani - ha tempo fino al 20 marzo".

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Chi può fare ricorso

Possono presentare il ricorso tutti coloro che sono andati in pensione entro l'1 dicembre 2012 e che, in quell'anno, hanno percepito una pensione complessiva netta a partire da 1.088 euro al mese. Se la Cedu dovesse accoglierlo ai pensionati spetterebbero tutti gli arretrati dal 2012/2013, il relativo aumento dell'assegno e anche il risarcimento del danno morale, per un importo complessivo tra gli 8 e i 25 mila euro.
 

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