Regione, firmato il nuovo contratto: aumento medio di 90 euro

I lavoratori interessati sono 13.800. Adesso l'iter prosegue con l'approvazione dell'intesa da parte della Giunta. Poi andrà alla Corte dei conti che deciderà se dare il via libera o avanzare dei rilievi

Mimmo Milazzo e Paolo Montera firmano il contratto dei regionali

Fine di un'attesa lunga circa 13 anni. E' stato firmato il nuovo contratto collettivo dei dipendenti. L'ok è arrivato da tutte le sigle sindacali, tranne la Siad. A darne notizia la Cisl, con un tweet. "Siamo soddisfatti, i lavoratori attendevano stanchi. Era ora". Aumento medio di 90,30 euro per il triennio 2016-1018. La novità interessa 13.800 lavoratori.

Per Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia, e Mimmo Milazzo, segretario generale della Cisl Sicilia, si tratta di "un risultato di importanza straordinaria, se si considera che l'ultimo rinnovo risale a più di dieci anni fa e che per tutti questi anni i lavoratori della pubblica amministrazione regionale hanno lavorato più di un passo indietro rispetto ai loro colleghi del resto d'Italia. La firma del nuovo contratto 2016-2018 è un traguardo fondamentale verso l'efficientamento della macchina regionale e in questo anno, come sindacato, abbiamo messo tutto il nostro impegno per raggiungere l'obiettivo e recuperare il gap temporale nei confronti del resto d'Italia".

"Abbiamo sottoscritto questo contratto perché abbiamo avuto rassicurazioni dalla Regione sul fatto che, come da nostra richiesta - dicono Montera e Fabrizio Lercara, segretario della Cisl Fp Sicilia per i dipendenti regionali - partirà contestualmente alla sottoscrizione la convocazione della commissione paritetica per la riclassificazione del personale. È fondamentale che l'Aran venga implementata e continui a funzionare, anche perché non si può più rimandare il rinnovo del contratto della dirigenza regionale". 

È previsto già per il 1 febbraio un incontro propedeutico sui lavori della commissione. "Quella che stiamo disegnando - concludono Montera e Milazzo - è un'amministrazione al passo con i tempi. In questo contratto sono già presenti principi importanti che devono però essere sviluppati in modo più dettagliato: dalla digitalizzazione del lavoro alla realizzazione di sedi virtuali all'implementazione dello smart working. Bisogna puntare ancora di più sull'innovazione e sulla formazione per valorizzare le professionalità dei lavoratori e avvalersi di figure adeguate ai tempi".

"Non è il miglior contratto del mondo - dicono Fulvio Pantano, Franco Madonia e Peppino Salerno del Sadirs - ma era necessario firmare per fare un passo avanti. Gli aumenti sono in linea con il contratto nazionale, ora inizieranno i lavori sulla parte ordinamentale. Staremo attenti e vigileremo affinchè si possano porre in essere quelle condizioni che servono a ridare slancio all’amministrazione”. 

“Dopo 13 anni è stato finalmente firmato il rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali. Ci riteniamo soddisfatti per gli obbiettivi raggiunti dopo una faticosa trattativa che concede oggi un miglioramento economico e maggiore respiro ai dipendenti della pubblica amministrazione”, commentano Gianni Borrelli e Luca Crimi della Uil che aggiungono: “Adesso restano da affrontare e risolvere altre problematiche: dagli ispettori del lavoro alla riqualificazione e riclassificazione del personale. E’ stato già istituito all’Aran un tavolo tecnico per il prossimo 1 febbraio”.

Adesso l'iter prosegue con l'approvazione dell'intesa da parte della Giunta. Poi andrà alla Corte dei conti che deciderà se dare il via libera o avanzare dei rilievi.

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"Il Siad - si legge in una nota firmata da Vincenzo Bustino, Gaspare Di Pasquale e Angelo Lo Curto - denuncia la mancata previsione di norme per la riclassificazione, riqualificazione e/o per le progressioni verticali, che mortificano i dipendenti compressi in mansionari inadeguati e che sarebbero serviti per adeguare i dipendenti alle nuove esigenze organizzative del mondo del lavoro, anche attraverso il riconoscimento delle mansioni effettivamente svolte; nonché la mancata revisione delle indennità legate allo svolgimento di particolari funzioni professionali, anche se previste dalle leggi. La segreteria regionale, inoltre, stigmatizza la mancata istituzione dei profili professionali, necessari per il funzionamento dell’Amministrazione e la sola previsione del profilo di giornalista degli Uffici stampa (Palazzo D’Orleans) al quale, tra l’altro, è applicato un contratto inappropriato. Si deve inoltre prendere atto che il Governo regionale ha fortemente minato la serenità dei lavori contrattuali entrando a gamba tesa su argomenti che di fatto sviliscono la dignità dei regionali, come ad esempio: nel caso del disegno di legge in materia di personale, che consente di attribuire a soggetti appartenenti a tutte le categorie incarichi dirigenziali anche per sette anni “a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale”; nel caso dell’introduzione del nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance che ha visto prevedere l’assegnazione di obiettivi individuali al personale del comparto; i tagli ai fondi destinati al personale, alle pensioni, al Trattamento di fine rapporto".

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