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Venerdì, 27 Gennaio 2023
La legge di bilancio

Reddito di cittadinanza, nuova stretta: circa 400 mila famiglie rischiano di perderlo

Tutte le novità previste. Agli "occupabili" il sussidio verrà riconosciuto solo per 7 mensilità

E' in arrivo un'ulteriore stretta sul reddito di cittadinanza. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha infatti annunciato la "riduzione da 8 a 7 mesi" delle mensilità che nel 2023 spetteranno ai lavoratori "occupabili", confermando le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni. In tal modo, il governo libera 200 milioni di risorse da destinare ad altri capitoli di spesa. Ma per chi rischia di vedersi togliere il sussidio si tratta di un altro duro colpo.  

Chi perderà il reddito di cittadinanza nel 2023

Dal momento che sull'argomento c'è molta confusione è bene fare chiarezza. Dal 1° gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d'età) il reddito di cittadinanza verrà riconosciuto solo per 7 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. Nel testo della manvora inviato alle Camere vengono introdotte anche altre novità. A partire dal 2023 anche chi rifiuterà una sola offerta di lavoro perderà il beneficio e sarà obbligatorio frequentare un corso di formazione o riqualificazione professionale (pena la decadenza del sussidio).  

Il reddito di cittadinanza dunque non verrà tolto a tutti i percettori, ma solo a coloro che sono tenuti a sottoscrivere il patto per il lavoro, hanno meno di 60 anni e nel cui nucleo familiare non ci sono disabili, minorenni o persone con più di 60 anni. Nel 2024 poi ci sarà una nuova revisione della misura, ma in ogni caso la maggioranza ha fatto capire che chi è "inabile" al lavoro potrà continuare a contare sul supporto dello Stato.  

Circa 400mila famiglie rischiano di perdere il beneficio

Per gli "occupabili" il discorso cambia. A partire da agosto quei percettori che nei restanti mesi del 2023 hanno già ricevuto sette mensilità si vedranno togliere il sussidio. Secondo le stime dell'Ufficio parlamentare di bilancio la stretta decisa dal governo Meloni potrebbe far perdere il beneficio al 38.5% dei nuclei familiari (e al 23% delle persone) che oggi lo ricevono. Si tratta di percentuali che corrispondono a circa 400mila famiglie e oltre mezzo milione di individui. A ottobre 2022, il sussidio è stato corrisposto a circa un milione di famiglie, per un totale di quasi 2.3 milioni di persone. Tra questi, i percettori che più rischiano di perderlo sono principalmente i membri dei nuclei composti da una persona sola: secondo le stime, cesseranno di percepirlo circa i tre quarti della categoria. Più sono i componenti della famiglia, invece, maggiori sono le probabilità di riuscire a mantenerlo, considerata la presenza di minori. Com'è fisiologico che sia la maggior parte delle perdite verranno registrate nel sud Italia, in quanto i beneficiari della misura vivono prevalentemente lì, e nelle famiglie straniere, per via della minore presenza di disabili.

Gli sgravi per chi assume percettori di Rdc

Infine va segnalato che dal 2023 per quei datori di lavoro che puntano sui beneficiari del Rdc è previsto uno sgravio sui contributi per il primo anno. La legge di bilancio prevede infatti che chi assume un percettore di reddito di cittadinanza a tempo indeterminato abbia diritto "per un periodo massimo di dodici mesi" all'esonero "dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali" con esclusione "dei premi e contributi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro" nel limite massimo di 6mila euro. 

Fonte: Today.it

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