Economia Libertà / Via Generale Eugenio Di Maria

Grande Migliore a rischio chiusura Bocciata la proposta dei Bellavia

Il comitato di sorveglianza non ha dato l'ok agli imprenditori di Casa Crea, respingendo anche la richiesta di proroga d'affitto di sei mesi. A dicembre potrebbe essere dichiarato il fallimento. E intanto monta la protesta dei 160 ex dipendenti

Il punto vendita di viale Regione Siciliana

Bocciata la proposta di acquisizione di Grande Migliore avanzata dai Bellavia, e i lavoratori insorgono. Nonostante il contratto d'affitto in scadenza a settembre ed il termine massimo per sgombrare i locali fissato a dicembre, il comitato di sorveglianza in amministrazione straordinaria non ha dato il via libera agli imprenditori titolari di Casa Crea. Questa mattina, di fronte il punto vendita di via Generale Di Maria, è nato un sit in spontaneo di protesta dei 160 lavoratori, preoccupati per il proprio futuro.

Mentre un centinaio di lavoratori hanno occupato la sede in viale Regione Siciliana. "Staremo qui giorno e notte - dicono i manifestanti - fino a quando non ci spiegheranno il motivo della bocciatura del piano".

I Bellavia, ad oggi, sono stati gli unici a presentare al commissario straordinario una proposta di cessione dei rami d'azienda, sebbene con un notevole ribasso sui prezzi fissati dal bando. Ribasso ritenuto necesario rispetto alle spese sostenute per ristrutturare i locali del punto vendita di Trapani e di quello di via Generale Di Maria. In attesa di ulteriori novità sulla faccenda, gli imprenditori avevano richiesto una proroga di sei mesi, all'interno della quale era previsto un piano di ricollocazione di ottanta ex impiegati nel punto vendita di viale Regione Siciliana. Ma anche in questo caso è arrivata la bocciatura. "Non si capisce come mai il comitato che dipende dal ministero dell'Economia - spiega a Repubblica.it Roberto Ferrara, rsa del gruppo Migliore - con questa crisi di lavoro, ha respinto il piano dei Bellavia solo perché l'offerta economica non appare congrua. È assurdo".

Dopo il no del comitato di sorveglianza, si apre uno spiraglio per la pubblicazione di un secondo avviso di affitto o di vendita dei locali. In questa occasione, anche i sessanta lavoratori riuniti in cooperativa potrebbero presentare la loro offerta. I tempi, però, sono stretti: a marzo scadrà la procedura di amministrazione straordinaria e l'unica alternativa potrebbe essere quella del fallimento della Migliore spa. "Rilanceremo la vertenza attraverso varie iniziative di protesta - spiega Mimma Calabrò, della Filcams Cgil -. La decisione è stata presa senza considerare le conseguenze negative per l'occupazione".

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