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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia Termini Imerese

Fiat, operai preparano corteo a Roma Ieri occupata l’agenzia delle entrate

Due giorni consecutivi di proteste dopo che la questione Termini Imerese è stata ignorata nell'incontro tra Monti e Marchionne. Oggi le tute blu organizzeranno una manifestazione nella Capitale per il 5 ottobre

La protesta delle tute blu dello stabilimento Fiat di Termini Imerese si è spostata all'Agenzia dell'Entrate. Da ieri, gli operai che occupavano l'aula consiliare e il Comune storico a causa dell'assenza, durante l'incontro tra il premier Mario Monti e l'Ad di Fiat Sergio Marchionne della questione siciliana, del tutto ignorata nel corso del faccia a faccia. Un problema che per la Fiat è già stato risolto, lasciando in bilico la sorte di 2.200 persone. E ci si prepara ad una manifestazione a Roma per il 5 ottobre.

Fiat, operai occupano l'agenzia delle entrate - foto Mancuso

Lunedì sera i manifestanti hanno bloccato i lavori del Consiglio Comunale, rinviato a data da destinarsi. Ieri poi, l'occupazione è stata revocata ed un corteo formato da circa 400 lavoratori ha raggiunto Termini Bassa, dove ha sede l’Agenzia delle Entrate, occupata dalle tute blu fino alle 19. Poco dopo, il presidio è stato tolto, ma solo in attesa di coordinare una nuova protesta. In ballo prima di tutto c'è la questione esodati, il vero nodo della vicenda. Il via libera alla mobilità infatti aprirebbe le porte, nel 2013, al secondo anno di cassa integrazione per i dipendenti dell'ex SicilFiat. In alternativa, questi ultimi rimarranno tali fino al 31 dicembre 2012. Dal 1° gennaio, dunque, licenziamenti di massa.

Gli attuali nove mesi di cassa integrazione, un vero e proprio parto, non sono serviti né a Fiat che non considera di ritornare sui suoi passi, né alle aziende interessate a subentrare alla casa torinese. In stallo ancora la situazione di Dr Motors, che potrebbe godere del sostegno economico della casa automobilistica cinese Chevy. Polizzi, Rsu Fiom di Magneti Marelli, presente davanti alla sede termitana dell'Agenzia delle Entrate, auspica che a Termini possa arrivare quanto primo un nuovo marchio.

Oggi gli operai si riuniranno per organizzare una manifestazione che avrà luogo a Roma, il 5 ottobre, dove un centinaio di rappresentanti attenderanno l'esito del Tavolo tecnico convocato dal MiSE per quella data, davanti alla sede del dicastero di via Veneto. L'ultimo, per la riconversione industriale dello stabilimento, si era svolto lo scorso 16 luglio, con la promessa di risolvere la questione esodati e la riconversione industriale dello stabilimento.

Riguardo alle difficoltà legate al subentro di una nuova casa automobilistica, laddove fino allo scorso anno, si producevano auto Fiat, tra i manifestanti serpeggia un timore, una preoccupazione condivisa: “Temiamo che Fiat impedisca il subentro di un potenziale concorrente, e il Governo dal canto suo se ne sta lavando le mani" dicono i rappresentanti sindacali. "È questa una delle domande che porremo al Governo il 5 ottobre”. “Vogliamo che si riapra il caso Fiat di Termini Imprese” ha concluso il segretario Cgil Fiom Mastrosimone. Una soluzione, e in tempi brevi. Questa è l'unica buona notizia attesa dagli oltre 2.000 dipendenti, la cui sorte è ormai appesa a un filo.

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