Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Scontro sindacati-lavoratori part time Poste: "Bene piano stabilizzazioni", "Nessuno ci difende"

Al centro della disputa l'accordo sottoscritto con l'azienda per il passaggio da tempo parziale a tempo pieno. Botta e risposta tra le sigle nazionali e il comitato #Fulltimesubito

Il piano di stabilizzazioni previsto da Poste Italiane diventa oggetto di scontro. Non tra azienda e sindacati, ma tra sindacati e categoria e i lavoratori part time siciliani, che nelle scorse settimane hanno dato vita al comitato #Fulltimesubito. Il comitato critica l’accordo siglato a Roma il 13 giugno dall'azienda con i sindacati nazionali di categoria, "che relativamente alla Sicilia prevede la conversione del contratto da part time a full time per sole 18 unità nel comparto mercato privati e 20 unità in quello servizi postali". Numeri giudicati troppo esigui.

Le lamentele vengono però rimandate al mittente da parte dei sindacati nazionali. "L' accordo per le azioni da compiere nei sei mesi restati del 2018 - si legge in una nota - prevede 1126 trasformazioni, cioè più di quante ne siano state fatte cmplessivamente negli ultimi 4/5 anni. Certo, i part time involontari di Poste sono molti di più e alcuni lo sono da molti anni. Per questo l'accordo ha previsto, su nostra richiesta, che a tutti i lavoratori part time sia offerta la possibilità di passare a tempo pieno entro i prossimi 30 mesi. Un ottimo risultato negoziale in un contesto di riorganizzazioni aziendali negative".

Immediata la replica del comitato #Fulltimesubito. "Apprendiamo con stupore di essere diventati oggetto di accuse e attacchi pubblici da parte dei segretari generali dei sindacati di categoria, che in una nota diffusa ieri, non solo ci attribuiscono affermazioni che non ci appartengono ma tentano anche di screditare il nostro operato adombrando sospette, seppur inesistenti, benedizioni politiche nei confronti del nostro comitato e delle nostre iniziative di protesta".

“Abbiamo sempre ritenuto - spiegano i lavoratori part time - i sindacati, fondamentale strumento a sostegno e difesa dei lavoratori e dei loro diritti e mai avremmo potuto immaginare si arrivasse a un così violento e meschino attacco frontale contro lavoratori in difficoltà, rei esclusivamente di aver manifestato dissenso e contrarietà rispetto a un accordo fortemente penalizzante per la Sicilia e nei confronti di sigle sindacali che lo hanno sottoscritto a chiaro svantaggio dei lavoratori siciliani e della qualità dei servizi erogati nell’isola. Abbiamo la colpa di aver alzato la testa e di aver portato il problema all’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali, ma se nessuno ci difende, dobbiamo farlo da soli. Non amiamo la demagogia e le false promesse, per questo non abbiamo mai chiesto la conversione immediata di tutti i contratti part time e la stabilizzazione di tutti i precari siciliani, nè abbiamo mai preteso corsie preferenziali rispetto ai tanti colleghi fuori sede oggi in servizio in regioni del centro-nord, al contrario di quanto vogliono far credere i nostri ex segretari nazionali. Non riusciranno a metterci l’uno contro l’altro. Abbiamo chiesto, riteniamo legittimamente, di rivedere al rialzo il numero di conversioni dei contratti a tempo parziale (solo 38 nell’isola a fronte di oltre 800 lavoratori part time) e di stabilizzazioni per i precari (al momento nessuna prevista a fronte di alcune migliaia di lavoratori a tempo determinato attualmente in servizio), altresì di avere tempi più congrui e modalità meno gravose, affinché si possa guardare con maggiore serenità al futuro. Abbiamo voluto lanciare un segnale forte a Roma e ci siamo riusciti, abbiamo colpito nel segno” concludono nella nota “lanciamo un accorato appello al governo nazionale, a quello regionale ed in generale a tutte le istituzioni, a loro chiediamo un incontro ed un impegno concreto affinché si possa rivedere in meglio questo accordo".

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