Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia

Porti, gli effetti della pandemia in Sicilia: passeggeri dimezzati e lieve calo merci

Nell'anno nero targato Covid il numero di container sbarcati nell'Isola occidentale è calato del 10 per cento (23.874 del 2020 contro i 26.769 del 2019) e quello dei viaggiatori del 41 per cento

Nell'anno nero della pandemia il numero di container sbarcati nei porti della Sicilia occidentale è calato del 10 per cento (23.874 del 2020 contro i 26.769 del 2019) e quello dei passeggeri del 41 per cento (erano stati 3.148.944 nel 2019 e sono scesi a 1.856.456 l'anno successivo). L'unico indicatore che ha mantenuto il segno più è quello relativo al traffico ro-ro, vale a dire ai mezzi su gomma che viaggiano a bordo delle navi, passati da 267.397 a 286.451, con un incremento del 7,13 per cento. 

In questo scenario drammatico le aziende hanno cercato in tutti i modi di affrontare la burrasca. Osp (Operazioni e servizi portuali), che si occupa dei servizi di terra a Palermo, Trapani e Termini Imerese, ha sfruttato uno dei suoi cavalli di battaglia e ha 'esportato' le sanificazioni anche fuori dalle aree portuali, mantenendo in questo modo inalterati i livelli occupazionali; Portitalia ha invece avviato un percorso virtuoso che nei mesi scorsi è culminato con un centinaio di stabilizzazioni e altre 95 assunzioni in Clp, la Compagnia lavoratori portuali che fornisce lavoro in somministrazione. Sono solo alcuni dei dati che saranno diffusi durante il convegno sul 'Ruolo dei trasporti marittimi nell'economia siciliana', in programma domani, mercoledì 7 luglio, a partire dalle 14.30, nei locali della Camera di Commercio di Palermo ed Enna, in via Emerico Amari 11. L'appuntamento è inserito in un evento nazionale dell'Acmi, l'associazione dei credit manager italiani, in programma in contemporanea in tutta Italia e con una appendice nazionale a partire dalle 8.45 in cui esperti del settore del credito si confronteranno sul tema del "green pass per affrontare con successo le varianti del mercato".

Nel pomeriggio le delegazioni regionali dell'Acmi analizzeranno temi più locali e quella siciliana farà il punto sullo stato di salute dell'economia legata ai porti e sulle conseguenze della pandemia, che ha rallentato ma non bloccato i trasporti. Dopo il saluto del presidente dei lavoratori portuali Giuseppe Todaro e del leader nazionale di Acmi Alberto Cotti, aprirà la sessione William Munzone, amministratore delegato Msc Sicilia, che si soffermerà sul mercato crecieristico in Sicilia. Todaro, in qualità di amministratore unico di Portitalia e presidente di Osp, parlerà delle attività portuali facendo un confronto tra passato, presente e futuro.

Previsti pure gli interventi di Federico Lo Presti (consultant Cribis gruppo Crif) che analizzerà gli impatti economici della pandemia in Sicilia, e del direttore generale di Portitalia, Michele D'Amico, che elencherà numeri e strategie dell'economia marittima. Un dato interessante riguarda sicuramente le differenze emerse tra i porti della Sicilia occidentale (Palermo, Termini, Trapani e Porto Empedocle) con quelli di Catania e Augusta, dove è più forte la vocazione per le merci e dove il calo è stato significativo per i passeggeri (-80,34 per cento, dai 313.138 del 2019 ai 61.574 del 2020) ma quasi insignificante per i container (-1,59 per cento), passati da 63.179 a 62.177, mentre il traffico ro-ro è rimasto pressoché invariato (+0,09 per cento), passando dai 305.811 nel 2019 ai 306.077 del 2020.

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