Unicredit potrebbe tagliare 10 mila posti di lavoro: "Silenzio della politica regionale assordante"

Urzì e Li puma (First Cisl): "Il Gruppo ha raccolto nell’Isola la preziosa eredità del Banco di Sicilia e, continuando così, per scelte calate dall’alto, la sta disperdendo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il fulmine a ciel sereno lo hanno visto tutti. I lavoratori, che nutrono grandi preoccupazioni a seguito delle indiscrezioni sul prossimo piano industriale di Unicredit che potrebbe prevedere una riduzione di personale di 10 mila unità. I sindacati, che hanno denunciato a gran voce la miopia strategica del Gruppo caratterizzata da continui tagli occupazionali e del costo del lavoro e dismissioni di asset strategici e redditizi. E le notizie, laddove dovessero essere confermate, rischiano di avere effetti catastrofici su tutto il paese ma in particolar modo per quei territori, come la Sicilia, dove maggiore è il bisogno di un ricorso al sistema bancario a sostegno della già problematica situazione economica di famiglie e aziende.

“Come già affermato dai vertici del nostro sindacato – affermano Gabriele Urzì della Segreteria nazionale di Gruppo First Cisl Unicredit e Calogero Li Puma portavoce regionale First Cisl Sicilia – la strategia di Unicredit è chiara: vendere tutto il vendibile per fare plusvalenze e avere capitale disponile per eventuali fusioni paneuropee. Ma nel coro di voci che si sono levate a seguito delle indiscrezioni sul piano industriale anche in Sicilia c’è un assordante silenzio della politica regionale. Un silenzio preoccupante, tenuto conto che chi governa la Sicilia dovrebbe essere – a nostro avviso - in prima fila, insieme ai lavoratori e al sindacato, a difendere un sistema bancario che, spesso, è l’unico sostegno a famiglie ed imprese che si trovano ad operare in un territorio dalle enormi potenzialità ma afflitto da grandi difficoltà. E stupisce ancora di più il silenzio se si pensa che il Presidente della Regione è un bancario che conosce, quindi, benissimo, ciò di cui stiamo parlando. Unicredit ha raccolto nell’Isola la preziosa eredità del Banco di Sicilia e, continuando così, per scelte calate dall’alto, la sta disperdendo. La riduzione del personale – concludono i sindacalisti - ha inciso e inciderà sulle piccole e medie imprese che rischiano di essere tagliate fuori da una filiera del credito che, qualcuno immagina, si dovrebbe basare sempre più su processi automatizzati di erogazione. Purtroppo la storia recente sembra non aver insegnato niente.” Palermo 25 luglio 2019

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